Lazio, quattordici anni fa la scomparsa di Gabriele Sandri: i messaggi dei tifosi

ROMA – Una data tragica nel mondo Lazio e non solo: 11 novembre del 2007. Gabriele Sandri, tifoso biancoceleste, viene ucciso da un colpo di pistola sparato dall’agente della polizia stradale Luigi Spaccarotella sull’autostrada A1, presso la stazione di servizio di Badia al Pino. Gabbo ha 26 anni, sta andando a Milano per vedere la partita contro l’Inter con altri quattro amici. Quelli saranno i suoi ultimi istanti. Gabriele, fiore di Roma come gli altri tifosi tragicamente scomparsi come Vincenzo Paparelli e Antonio De Falchi. Recentemente Lazio e Roma gli hanno dedicato uno splendido murales in città. Un gesto per renderli immortali e vivi nei ricordi di tutti.

I messaggi dei tifosi

Sandri è diventato un coro, uno striscione, un murales. Un ragazzo entrato nei cuori di tanti tifosi, in particolar modo di quelli della Lazio. Sui social, nel giorno dell’anniversario della sua morte, sono in molti a ricordarlo: “Non si può morire così”, scrive Tommaso. E Giuseppe: “Mai più 11 novembre, Gabriele Sandri vive”. Il volto del ragazzo, sorridente, riempie bacheche e profili. A Badia al Pino c’è una pietra che ricorda quel fattaccio. Oggi è diventata meta di pellegrinaggio. E ancora: “Ci sono storie che non si possono dimenticare, nomi che continuerai a ricordare, volti che continuerai a riconoscere, persone che continuerai ad onorare. Oggi è il giorno di Gabriele Sandri!”. Su Instagram, Facebook, Twitter, si leggono tanti messaggi per Gabbo. Mai dimenticato, sempre onorato, anche a quattordici anni di distanza.

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