Lazio, perché Kent è saltato all’ultimo: come è andata veramente

ROMA – A tutto si fa l’abitudine, non a questi finali di mercato così uguali. Hanno stancato. Sempre la Lazio, sempre all’ultimo, sempre a vuoto. Va bene tutto, ma ora Lotito non venga a dirci che non ha mai trattato Kent. I laziali sono abituati a sentirne e vederne, si sarebbero evitati volentieri un altro acquisto mai visto, risparmiamo l’elenco. Per colmo di bizzarria, si era partiti da Clarke del Sunderland, si era arrivati a Kent del Fenerbahçe. Era nata subito la battuta spiritosa unendo i nomi dei due inglesi, formavano l’alter ego di Superman. Da qui la denominazione di Super Kent. Non un eroe, non un supereroe, solo un attaccante che cercava riscatto, non proprio il massimo. Di nome fa Ryan, ha 27 anni ed è inglese come tutte le ali che la Lazio ha trattato negli ultimi giorni. Sarebbe arrivato in prestito con diritto di riscatto fissato a 5 milioni, l’ingaggio pesava per 600 mila euro fino a giugno. Da Formello e dagli intermediari dell’operazione s’è saputo che il giocatore all’ultimo ha preferito restare al Fenerbahçe, sono stati smentiti problemi legati a vecchie pendenze economiche con il suo club: «Decisione sua». Non è mai stato a Roma. 

Kent-Lazio, la storia

Si racconta che Kent era stato offerto a Lotito pescandolo dalla panchina del Fenerbahçe. Si erano esclusi colpi finali e l’arrivo di over 25, un acquisto era spuntato ed era un under 30. La verità del falso e la falsità del vero si mischiano spesso in tempi di mercato. Lotito, allettato dall’occasione a costo zero (avrebbe pagato solo l’ingaggio), contraddicendo ogni indirizzo emerso (la ricerca di giovani talentuosi), aveva dato l’assenso alla trattativa ieri mattina. Kent, piede destro, ala sinistra e destra, era introvabile nei tabellini del Fenerbahçe da novembre. Panchine, mancate convocazioni, era finito ai margini nonostante l’arrivo datato giugno 2023 dai Rangers di Glasgow. Non sarebbe stato un acquisto pronto per l’uso. In Super Lig vantava una sola partita da titolare, la prima. L’ultima in assoluto era datata 30 novembre contro il Nordsjaelland, in Conference League. Gara fatale per molti che l’hanno giocata, finita 6-1 contro i danesi. Da allora è stato marginalizzato. Era fermo da due mesi. Kent, a Glasgow, era un pupillo di Steven Gerrard, ex tecnico degli scozzesi, oggi allenatore dell’Al-Ettifaq, società saudita. L’avrebbe voluto portare in Arabia, i club avevano trovato l’intesa a 3,4 milioni di sterline, circa 4 milioni di euro. Kent ha rifiutato la proposta. Ha detto no anche a Cardiff City e Hull City. Quest’ultimo club ha provato a prenderlo anche ieri, alcune fonti davano l’affare chiuso. 

La strategia della Lazio

L’inglesizzazione del mercato della Lazio è rimasta un’idea, non a caso gli obiettivi reali di questa finestra invernale sono stati tutti inglesi (Clarke del Sunderland, Whitthaker del Plymouth, Rowe del Norwich). I primi due ali da 13 e 15 gol in campionato, l’ultimo da 12. Occupano i primi quattro posti della classifica cannonieri della B inglese. I loro club hanno detto no. Kent invece, al di là del no, in quanto a voglia di gol sarebbe stato insuperabile avendone segnato solo uno nelle qualificazioni di Conference League il 10 agosto contro il Maribor. In tutto, per lui, un gol e due assist tra qualificazioni in Conference e fase a gironi (un assist). Tutt’altro giocatore rispetto a quello visto nei Rangers, in 218 partite aveva colpito 33 volte servendo 56 assist. Non è arrivato Kent e non è partito Kamenovic, c’era in ballo la possibilità che andasse a giocare in B. Neanche lui credeva ad un finale diverso nel mercato dei no. 

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