Lazio, Lotito e Sarri al lavoro per costruire un sogno

ROMA – Lotito, in contropiede, ha anticipato il pressing. Sarri pensa di costruire un sogno. Si piacciono, forse anche più del previsto a giugno, quando le strade s’incontrarono per caso o perché così voleva il destino. La Lazio lo ha catturato e portato a Formello, contratto biennale e l’idea di una rivoluzione da metabolizzare. Ora vuole blindarlo per un progetto a lunga scadenza, prolungando sino al 2025. Ne parleranno presto. Il tecnico ha confermato la propria disponibilità. Si trova bene, può lavorare sul campo, quello che preferisce, ma è ambizioso. Vuole vincere divertendosi, a modo suo. Chiederà l’unica garanzia a cui tiene davvero: condividere e dettare le strategie, portando la società a investire solo su ruoli e giocatori realmente funzionali alla squadra che vorrebbe costruire. Dieci giorni fa, prima della trasferta a Bergamo, aveva portato l’esempio dell’Atalanta e di Gasperini. Un punto di riferimento per l’intero movimento da seguire per la modalità delle scelte. Si può inseguendo anche un altro modello di calcio, come nel caso della Lazio, votata al 4-3- 3 dopo il quinquennio di Inzaghi, plasmato e costruito perfezionando il 3-5-2.

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Incontro

Più dei risultati, volatili nel calcio, conteranno le intenzioni. «Bisogna puntare in alto senza mai dimenticare che siamo in un anno di costruzione e l’obiettivo di fi ne stagione deve essere aver posto le basi per una squadra che può diventare veramente forte. Sarebbe una bella notizia per il futuro», ha spiegato il tecnico. Con Lotito si sarebbero già stretti la mano, altrimenti il tecnico non avrebbe aperto all’ipotesi del prolungamento senza reticenze in conferenza come è accaduto a Marsiglia e dopo il 3-0 sulla Salernitana. «Se il presidente mi chiamerà nei prossimi giorni ne parleremo. Qui sto bene, ho trovato un gruppo che mi diverte, una tifoseria che non mi aspettavo, è bella, appassionata, ma anche tranquilla, disponibile, paziente. Vediamo cosa dice Lotito, se così fosse non penso ci siano problemi». L’appuntamento è nell’aria, forse già in settimana.

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