Lazio, Immobile dice sì al Besiktas: addio vicino, le cifre dell’accordo

Lotito ha ammainato la bandiera e i riferimenti erano sembrati impliciti un paio d’ore prima di trovarsi a colloquio con Ciro, capitano e bomber leggendario in uscita dalla Lazio. C’è un velo di tristezza a raccontare la cronaca di una giornata surreale, ma non troppo sorprendente, che chiude un’epoca. Immobile se ne sta andando otto anni e 207 gol dopo il suo arrivo a Formello, datato luglio 2016. Ha chiesto la cessione. Conserva un rapporto schietto e leale con il presidente, che per la prima volta non sembra intenzionato a trattenerlo. Il ds Fabiani e Baroni, nell’ottica del rinnovamento e di radere al suolo lo spogliatoio, ancora meno. La Lazio, però, non lo libera a costo zero. Il Besiktas gli ha offerto un contratto triennale da circa 5 milioni netti a stagione. E’ una scelta di vita e di calcio. Non andrebbe a giocare in Qatar o in Arabia Saudita. Istanbul lo affascina. E’ una capitale europea e ci si può trasferire con la famiglia. Si è informato, ne ha parlato con Dries Mertens (Galatasaray) e Leo Bonucci, uno degli ex capitani azzurri, transitato negli ultimi mesi dal Fenerbahce. 

Immobile, gli stimoli 

Ciro si è reso conto che il suo ciclo alla Lazio è finito. Ha dato tutto, anche di più. La squadra di cui è stato leader e capitano non esiste più. Rischierebbe di sentirsi sopportato, quasi un peso o forse un nome troppo ingombrante da gestire e da mettere in panchina. Ha bisogno di nuove motivazioni. Meglio chiuderla qui se non avverti più la stessa considerazione e non ti fanno sentire parte del progetto, perché altrimenti lo avrebbero fermato o trattenuto e invece ieri non ha avuto questa percezione nel confronto con la società. Ciro si è allenato forte durante l’estate. Senza certi infortuni, sarebbe forse andato all’Europeo e di sicuro non avrebbe fatto rimpiangere i suoi successori (visti Scamacca e Retegui?), tanto reclamizzati eppure liquefatti all’impatto vero con la Nazionale. Nella stagione peggiore alla Lazio ha segnato 11 gol, di cui 4 in Champions, decisivi per garantire il salto dal girone agli ottavi. E se fosse entrato quel colpo di testa con il Bayern chissà come sarebbe andata a finire. 

Lazio, in attesa di un’offerta 

Si sentiva attratto dagli Stati Uniti. In Turchia è ancora calcio vero e il Besiktas, atteso dai playoff di ingresso in Europa League, è un’opportunità da prendere al volo. Lo diventerebbe per la sua famiglia con la promessa di tornare a Roma (e ricongiungersi alla Lazio) nel 2028, quando comincerà a studiare da allenatore o da dirigente. Il trasferimento non è affatto chiuso. Ciro ieri sera si è riunito a cena con Marco Sommella e Alessandro Moggi, i suoi manager storici. Vanno ancora visti e letti bene i contratti in arrivo da Istanbul. L’offerta triennale, una stagione in più rispetto al contratto in vigore con la Lazio, a 34 anni non si può rifiutare. Ora il Besiktas deve trovare l’accordo con la Lazio. «Non ho ricevuto offerte» il muro alzato da Lotito. Chiede soldi per il cartellino. Immobile spinge per essere liberato o per il versamento di un prezzo minimo (3-4 milioni). I turchi, a quanto pare, non vorrebbero riconoscere alcun indennizzo al club biancoceleste. Lo prenderebbero a zero, se potessero. Dopo un anno così brutto e tremendo, l’augurio è che diventi una separazione dolce e consensuale, non un divorzio cruento. Lo merita la storia di Ciro. Insuperabile.

 


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