Lazio, il ritiro flop di Luis Alberto: ha spento la luce

ROMA – Luce fioca, da clima dimesso. Non è ancora il vero Luis Alberto, questo è certo: poco brillante, bacchetta sigillata nel fodero. Mago senza ispirazione, almeno finora. Impiegato nel secondo tempo con il Genoa, il test di ieri pomeriggio ha soltanto confermato il trend estivo. Lo spagnolo non ha carburato, sta facendo fatica a incidere, ha impressionato poco e nulla in allenamento e nelle amichevoli fin qui disputate. Di sicuro non era semplice incidere in una ripresa del genere, con la squadra in piena difficoltà già nei primi 45 minuti. La Lazio ha barcollato sin da subito. Qualcosa di più, da uno con le sue qualità, si pretende lo stesso. Si è lamentato per i passaggi sbagliati, aveva la fascia da capitano al braccio. Ha finito per innervosirsi invece di spronare i compagni a una reazione, a un sussulto d’orgoglio di fronte ai calciatori di Blessin. Ha battibeccato pure con Marcos Antonio, uno degli ultimi arrivati, schierato in regia dopo lo stravolgimento della formazione iniziale.

Lazio, corsa e tanta fatica: Sarri spreme la squadra

Guarda la gallery

Lazio, corsa e tanta fatica: Sarri spreme la squadra

Idee mancanti

Una punizione sballata, poco nel vivo della manovra, di solito è abituato a toccare un’infinità di palloni. L’unica giocata di livello l’ha trovata a fine gara pescando l’inserimento in area di Bertini, entrato a metà ripresa al posto di Kiyine. Ecco, quello è stato un suggerimento degno di Luis. Manca più di un mese al termine del mercato, la sua permanenza rischia di rimanere un’incognita fino al gong della sessione. Il Siviglia potrebbe lanciare l’assalto una volta ceduto Koundé al Barcellona, la trattativa per il difensore è in via di definizione per una cifra monstre di 60 milioni di euro. Il ds Monchi, parte di quel gruzzolo, potrebbe reinvestirlo proprio per il centrocampista biancoceleste. Ma è un rebus in piena regola, non è detto che gli andalusi abbiano l’intenzione di accontentare le richieste della Lazio, di spingersi in alto con le offerte per un suo ritorno a casa. Si rischia di trascinare il punto interrogativo fino al 1° settembre.

Lazio, Vecino resta in attesa

Guarda il video

Lazio, Vecino resta in attesa

Segnali

Anche il ritiro di Auronzo, iniziato in sordina con tanti giovani aggregati, senza nazionali e nuovi acquisti, è stato tutt’altro che convincente. Due gol segnati nella prima uscita contro i dilettanti locali (battuti 21-0), poi è rimasto a secco nelle successive quattro gare, tra cui quella di ieri, vissuta dalla panchina fino all’intervallo. C’era Basic titolare come mezzala sinistra per chiudere la linea insieme a Milinkovic e Cataldi. Luis Alberto ha bisogno di una scossa, non può farsi distrarre dal mercato. Il suo apporto resta fondamentale nonostante la concorrenza più agguerrita rispetto al passato, accentuata dai progressi di Basic e dall’imminente arrivo di Vecino al posto di Akpa Akpro. Serve il Mago nella versione top. Non quello spento e nervoso, coi colpi migliori chiusi a chiave nell’armadietto.

Precedente Inzaghi: "Lukaku, che entusiasmo!". Marotta: "Juve favorita per lo scudetto" Successivo Gravina punta Euro 2032: "Ho già inviato una lettera a Draghi"

Lascia un commento