Lazio, doppio Luis Alberto per Tudor

ROMAAlla conquista di Tudor. Stavolta, insieme alla consueta bacchetta magica, Luis Alberto mostrerà anche un altro lato, quello costruito e affinato negli ultimi anni con Simone Inzaghi e Maurizio Sarri. Con loro si è trasformato in un centrocampista ancora più completo, capace di interpretare bene non solo la fase offensiva, ma pure quella difensiva. Ed è esattamente ciò che serve per giocare titolare nelle squadre del nuovo allenatore, lo ha ribadito lo stesso croato nella conferenza stampa di presentazione di ieri, indicando l’identikit del suo centrocampista ideale: uno capace di giocare bene avanti e dietro, di costruire e intercettare, con qualità e intelligenza tattica. Tante doti che non mancano al numero 10 della Lazio, elogiato anche per l’atteggiamento avuto in questi primi giorni di lavoro insieme a Formello: «Luis Alberto è un giocatore forte e vedremo dove metterlo. Penso che possa giocare in qualsiasi ruolo. Dietro la punta, da mezzala, anche davanti alla difesa se vogliamo essere super offensivi. Lui ti fa giocare bene, è forte. Se stai qua da tanti anni lo devi essere per forza. E poi lo vedo motivato, voglioso. Oggi (ieri, ndr) ha fatto un gran bell’allenamento insieme agli altri». Insomma, le premesse sono positive e considerato il carattere molto particolare dello spagnolo non è un’indicazione così banale.  

Il jolly di Tudor si chiama Luis Alberto

Tudor ha tutta l’intenzione di sfruttarlo al massimo, in questa versione quasi da jolly, capace di adattarsi alle varie posizioni e ai differenti moduli. L’importante è che giochi, perché uno con le sue qualità non può che rappresentare un valore aggiunto per la squadra biancoceleste. Anche perché sempre il nuovo tecnico ha ricordato di prediligere un calcio offensivo, a patto che questo sia supportato dalla caratteristiche dei giocatori. Luis Alberto sotto questo punto di vista può essere quindi di grande aiuto. Dal punto di vista tecnico le sue qualità sono indiscutibili. E anche sotto l’aspetto tattico è arrivato in una fase della carriera in cui ha raggiunto la maturità ed è in grado di dare equilibrio, abbinando alla sua genialità davanti pure tanto sacrificio in fase difensiva. Se riuscirà a mantenere tutto questo, senza cali di tensione emotivi e caratteriali, allora sarà difficile per Tudor fare a meno di lui nella costruzione della sua nuova Lazio.  

Luis Alberto il vetarano: un record all’orizzonte

Lo spagnolo, d’altronde, rappresenta lo zoccolo duro della squadra. È arrivato a 298 presenze con questa maglia, è a un passo dal tagliare quota 300 e con un’altra stagione a Roma riuscirà probabilmente a entrare nella Top Ten assoluta di partite con questo club. Dipenderà tutto da lui, dal modo in cui si approccerà a questa nuova avventura e dagli stimoli che questa riuscirà a dargli. Di certo per Tudor non può essere considerato un calciatore a fine ciclo: «Per me non esiste un discorso del genere, è una considerazione che non mi appartiene. Al massimo ci sono giocatori forti e non forti, che ce la fanno e che non ce la fanno». E Luis Alberto è uno che finora, a Roma, ce l’ha sempre fatta. Prima sfruttando il suo genio, usando la bacchetta magica. Negli ultimi anni, utilizzando la sua intelligenza tattica sopra la norma per crescere pure dal punto di vista difensivo. Così è diventato un leader. Così sta provando a conquistare pure Tudor. 


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