Lazio: caso tamponi, Lotito a giudizio chiama rinforzi

Sentenza finale, forse. E’ il giorno più lungo per Lotito, presidente imputato arrivato all’ultima battaglia  di una guerra multipla, giuridico-politico-sportiva. E’ a rischio il suo posto nel Palazzo, che in tanti sperano di veder demolito. Il caso “tamponi” sarà discusso alle 15 al Collegio di Garanzia presso il Coni. E’ la Cassazione, il terzo  grado che non rientra nella giustizia federale. Lotito era stato condannato a 7 mesi in primo grado, a 12 in secondo. Ai 12 mesi s’aggiungono i 3 mesi e 15 giorni di  sanzioni accumulate nell’ultimo decennio (2011-2021), totale di 15 mesi e 15 giorni. In ballo c’è di nuovo la decadenza del presidente della Lazio dalla carica di consigliere federale, rappresentante  della Lega di Serie A. Dalla sentenza del Collegio del presidente Frattini dipende il conteggio finale delle sanzioni: se la somma totale rimarrà superiore ai 12 mesi  (anche 12 mesi e 1 giorno) Lotito decadrà da consigliere federale, manterrà i poteri di presidente della Lazio. La sentenza è attesa in serata, non è detto che sia un verdetto.

Caso tamponi Lazio: 12 mesi a Lotito

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Caso tamponi Lazio: 12 mesi a Lotito

Gli scenari

Il Collegio di Garanzia può accogliere o respingere il  ricorso di Lotito, punta all’assoluzione o ad uno sconto consistente  per restare in sella alla carica politica. Ma il Collegio potrebbe anche  decidere di rinviare il caso agli organi di giustizia della Figc. Se dovesse rivolgersi alla Corte Federale d’Appello del giudice Torsello, che ha emesso una condanna peggiorativa il 30 aprile (da 7 a 12 mesi), il  caso andrebbe rigiudicato da un’altra commissione, in diversa composizione. In questo caso Lotito vedrebbe scadere il meso e mezzo di inibizione che gli fu comminato  dalla Corte di Giustizia Federale il 18 agosto 2011 in merito al caso “Olimpico” (accusa di estorsione  mossa nei confronti dell’ex presidente del Coni, Gianni Petrucci). E’ ancora conteggiabile. Quel verdetto fu valido fi no al 15 settembre 2011, dunque non sarebbe più da sommare alle inibizioni dell’ultimo decennio dal 16 settembre 2021.  Se il processo ripartirà dopo il 15 settembre, per il presidente della  Lazio rimarrebbe valida solo l’inibizione del 2012, risalente al caso dei tesseramenti irregolari di Zarate e Cruz (due mesi di inibizione).

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