Lautaro, un mese senza gol. E in nerazzurro l’ultima rete è di inizio ottobre

LL’argentino non segna con l’Inter dal 2 ottobre (e su azione dal 25 settembre). Anche in nazionale contro l’Uruguay l’attaccante è parso appannato: tutte le cifre della crisi d’autunno

La prestazione deludente contro l’Uruguay – 55’ opachi in campo – è la conferma del momento no che sta attraversando Lautaro Martinez. Tra Serie A, Champions League e qualificazioni a Qatar ’22, il Toro è a secco da otto partite: l’ultimo gol è datato 15 ottobre, con l’Argentina contro il Perù. Considerando solamente le uscite in nerazzurro, Lautaro non esulta dal 2 ottobre, con il rigore trasformato contro il Sassuolo. L’ultima rete su azione con l’Inter è datata 25 settembre, contro l’Atalanta: l’appannamento è evidente. Cosa sta succedendo al Toro?

Le ultime uscite

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L’ultima settimana prima della sosta è stata l’immagine della crisi di Lautaro Martinez. Nella trasferta di Tiraspol contro lo Sheriff, l’ex Racing ci ha provato in tutti i modi e ha anche colpito un palo: Sanchez ha preso il suo posto nel finale e pochi secondi dopo stava esultando per il gol del 3-0, senza faticare. Poi il derby: rigore sbagliato, occasione d’oro nel finale di primo tempo e pallone passato a pochi centimetri su conclusione al volo di Calhanoglu nella ripresa. Le cose non girano.

Tiri e passaggi

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Ci sono alcuni numeri che ci consegnano la fotografia di quello che sta passando Lautaro, non nuovo a lunghi periodi di appannamento: l’anno scorso il Toro non ha segnato per otto partite di fila, dal 25 novembre al 20 dicembre. Partiamo dal non-feeling con la porta: contro la Juventus, Martinez non ha mai calciato verso i pali di Szczesny; contro la Lazio ci ha provato in una sola occasione. Con il Milan è invece successo quattro volte, ma la precisione è mancata. Nelle sfide contro Lazio e Juve, poi, il Toro ha partecipato poco alle azioni della squadra: nel derby d’Italia solamente sette passaggi riusciti, all’Olimpico addirittura tre.

Poco furore

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Il problema non riguarda solo il rapporto con il gol, dunque. Da qualche tempo, il fuoco si è spento. E lo dimostra un ulteriore dato, quello dei palloni recuperati: caratteristica del nativo di Bahia Blanca, spesso e volentieri furente contro le difese avversarie e aggressivo quando il pallone è nei pressi della trequarti d’attacco. Nel derby Lautaro non ha mai recuperato un pallone, contro la Lazio è successo solamente in un’occasione.

I numeri che preoccupano

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Considerando tutta la stagione in corso, le statistiche dicono che Lautaro è il giocatore dell’Inter che prova più conclusioni a partita – 2,7 contro le 1,9 del più prolifico Dzeko e le 0,9 di Correa, che ha segnato solo un gol in meno del connazionale –, è quello con la peggior percentuale di passaggi riusciti (69,6%) e con più palle perse (2,8, al secondo posto ci sono Dzeko e Barella con 1,8).

E in Champions

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C’è poi il rendimento in Champions League, che unisce questa stagione a quella passata. L’ultimo gol in Europa risale alla bella girata di Valdebebas contro il Real Madrid: era il 3 novembre 2020, da lì in poi sono arrivate sei partite senza segnare in Champions. Di fatto, un girone intero e sempre con una maglia da titolare. L’Inter ha bisogno del vero Lautaro: dopo la sosta arriva il Napoli, che il Toro ha già colpito tre volte in carriera. E poi tocca allo Shakhtar, contro cui l’argentino ha sparato a salve l’anno scorso. Due partite che possono indirizzare la stagione nerazzurra. E, chissà, la rinascita di Lautaro.

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