Lautaro segna come Mbappé e Kane, trascina l’Inter ed è pronto a rinnovare: “Manca poco”

Il capocannoniere della Serie A, come il fuoriclasse del Psg e il centravanti del Bayern, ha già segnato almeno 15 reti negli ultimi 4 campionati. Tornato dopo due giornate di stop a causa di un problema muscolare, è carico: “Mi sento al 100%. Negli ultimi 15 giorni volevo sempre stare nello spogliatoio con la squadra e non a casa”

Matteo Nava e Andrea Ramazzotti

6 gennaio 2024 (modifica il 7 gennaio 2024 | 01:42) – MILANO

Nel calcio i numeri non dicono tutto, ma fanno capire molte cose. Per esempio, Lautaro Martinez è insieme a Mbappé e Kane l’unico capace di segnare più di 15 gol in campionato in tutte le ultime 4 stagioni. Lo sottolineiamo di nuovo: insieme a Mbappé e Kane. Non due qualsiasi… Basterebbe questo dato per far capire a che livello è arrivato il capitano dell’Inter, campione del mondo con l’Argentina in Qatar e a un passo dal sollevare lo scorso giugno la Champions. Il Toro è semplicemente decisivo, un bomber implacabile come certificano i suoi numeri nerazzurri (120 gol, -3 dal nono posto della classifica di tutti i tempi di Vieri, -4 dall’ottavo di Icardi), un riferimento in campo e fuori per i compagni. Ecco perché i dirigenti lo stanno per blindare con il rinnovo del contratto fino al 2028. Anche loro hanno capito (e da tempo) che senza Lautaro l’Inter è un’altra squadra. Una squadra peggiore. Su questo non si discute.

RECUPERO CHIAVE

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Inzaghi sa bene che è il gruppo al completo ad aver costruito il primo posto in Serie A, non un singolo giocatore. Ma non si può negare che il miglior Lautaro Martinez di sempre è mancato tanto all’Inter sia contro il Lecce, quando sono comunque arrivati i tre punti, sia soprattutto a Genova, dove invece i nerazzurri non sono andati oltre 1-1. Al Ferraris sarebbe finita diversamente con l’argentino in campo? Chissà… Di certo oggi il numero 10 ha impiegato 12 minuti e 21 secondi per sbloccare il risultato e per scaricare la sua voglia di campo: “Sono state due settimane dure per me – ha spiegato l’argentino a fine partita – e non ce la facevo più perché volevo sempre stare con la squadra, in spogliatoio, e non a casa. Lo staff ha fatto un ottimo lavoro e sono guarito (aveva un problema muscolare all’adduttore sinistro, ndr). Mi mancava il campo e sono contento di essere tornato”. E sono contenti anche i compagni di squadra, l’allenatore e i tifosi, visto che l’attaccante di Bahia Blanca ha inaugurato il 2024 con il gol del momentaneo 1-0 all’Hellas Verona. Sempre più capocannoniere del campionato, sempre più letale.

la strada giusta

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Lautaro è a quota 5 trofei con l’Inter, ma ha ancora fame perché sente di aver perso male lo scudetto del 2021-22 e di non aver neppure partecipato alla corsa per il tricolore 2022-23. La storia non si deve ripetere in questa Serie A che si sta trasformando in un testa a testa con la Juventus. E per finire davanti ai bianconeri è necessario non lasciare punti per strada come accaduto a Genova, a fine 2023, e come (per poco) non è successo oggi. “Contro il Verona potevamo fare meglio – ha ammesso -, ma dobbiamo continuare su questa strada a livello di risultati. Stare lassù, in vetta, è importante. Nel prossimo mese e mezzo avremo tante partite importanti e toste. Bisognerà essere pronti. Stanchezza? Un po’ è normale che ci sia con tanti impegni ravvicinati, ma l’importante è che a volte riusciamo a vincere anche così”. Intende in maniera sporca come contro l’Hellas.

forma e firma

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Il ritorno con gol di Lautaro ha spazzato via i dubbi su quanto potesse essere in forma con due soli allenamenti nelle gambe insieme alla squadra: “Mi sento al 100% perché abbiamo un prof che ci fa correre tantissimo. Fisicamente sto bene e ho lavorato tanto per tornare nel migliore dei modi”. Le ultime parole, come è ormai tradizione, sono relative al rinnovo del contratto che pare ormai imminente dopo le tre ufficialità (Mkhitaryan, Dimarco e Darmian) di fine 2023. A gennaio dovrebbe essere il mese “giusto” per l’autografo sul nuovo accordo da 8 milioni netti fino al 2028. Il Toro lo ha confermato: “Manca qualcosina, vediamo in questi giorni… Io penso al campo e sono contento. Ho parlato con il mio procuratore, con la mia famiglia e sono tranquillo. Manca poco”. Se la sua voglia di prolungare il contratto è pari a quella di tornare in campo, conviene stare in campana.

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