Lautaro o Leao? Contratto, leadership, gol e… Gli uomini simbolo del derby ai raggi X

Entrambi indossano la maglia numero 10 e sono leader delle due squadre: l’argentino con la fascia di capitano, il portoghese… senza

Francesco Pietrella e Andrea Ramazzotti

16 settembre – MILANO

I gemelli diversi del derby sono due ragazzi divisi da meno di due anni di età, che indossano la maglia numero 10 e sono leader delle rispettive formazioni. Uno, Lautaro Martinez, indossa la fascia da capitano nerazzurro; l’altro, Rafa Leao, sta diventando sempre più centrale delle gerarchie dello spogliatoio complice anche il rinnovo di contratto che lo ha messo al centro del mondo. Tra poche ore saranno protagonisti di una stracittadina che vale il primato in Serie A. 


LeadershipLautaro –  Dopo le partenze di Handanovic, D’Ambrosio, Skriniar e Brozovic, il Toro indossa la fascia da capitano ed è il leader riconosciuto dello spogliatoio. Non solo trascina la squadra a suon di gol, ma guida anche lo spogliatoio. Dopo il tradimento di Lukaku, quando il belga ha provato un disperato tentativo per “riannodare” la sua storia nerazzurra, Martinez e Barella sono stati i più intransigenti nella chiusura al belga che per giorni non aveva risposto alle telefonate.

Leao – Il portoghese ci ha messo un po’ a ritagliarsi un ruolo di primo piano nello spogliatoio. Ci sono volute diverse strigliate, qualche anno di rodaggio, ombre, luci e compagni di spessore. Su tutti Ibra, il primo a prenderlo sottobraccio e a riempirlo di consigli. “Neanche lui sa quant’è forte”. Big Z lo disse due anni fa, dopo aver visto da vicino il giovane Rafa fare magia in allenamento e poi eclissarsi in panchina. Zlatan gli ha plasmato il carattere, Pioli la voglia di non fermarsi mai. Una volta ha fermato l’allenamento e gli ha spiegato alcuni trucchi. Gli ha detto che un giocatore tocca il pallone per pochi minuti a partita, quindi Rafa avrebbe dovuto sfruttarli al massimo per essere decisivo. Il portoghese ha capito piano piano. Due anni fa è stato l’Mvp della Serie A. Nel match ball contro il Sassuolo ha fornito tre assist e si è preso lo scudetto. Dopo l’addio di Tonali ha ereditato il ruolo di leader. In estate ha scritto sui social a tutti i nuovi arrivi e poi gli ha dato il benvenuto. Il suo amico Okafor si è definito il suo “gemello”. Il tempo dirà se riuscirà a costruire la stessa storia di Rafa.

AllenatoreLautaro – Il feeling con Inzaghi è a prova di bomba. Le incomprensioni della sua prima stagione in Italia, con Spalletti in panchina, sembrano lontane anni luce. Con Conte prima e con il tecnico di Piacenza  il Toro ha costruito un legame a prova di bomba e grazie al loro lavoro e alle loro indicazioni, è migliorato tantissimo. Non è certo un caso che i suoi numeri siano lievitati anno dopo anno.

Leao – Se Leao è diventato il 10 rossonero lo deve a due volti amici. Il primo è Thiago Fernandes, l’allenatore dello Sporting che convinse i piani alti a non scartarlo dal settore giovanile. Rafa aveva 11 anni, era discontinuo, combinava poco, ma Thiago si mise di mezzo: “Resta qui, non si discute”. Qualcuno obiettò, ma alla fine aveva ragione il suo primo mister. Il secondo è Stefano Pioli, l’uomo che ha reso frontman della squadra un ragazzo indolente e svogliato. Il primo gol in Serie A l’ha segnato sotto Giampaolo, avuto solo per 5 partite, il resto tutti con Pioli. Lo score dice 161 gare insieme, 43 gol e 37 assist. A referto anche 17 cartellini gialli e un rosso. Il rapporto tra i due è un gioco di frasi. “Leao è sempre più dominante”, ha detto Stefano. E ancora, 3 gennaio 2023: “Rafael è stato 178 volte nel mio studio. Parliamo tanto”. Leao non fa che confermare tutto: “Pioli è come un padre, è stato fondamentale”. Rapporto schietto, sincero, vero. Il tecnico è stato la figura più importante della sua carriera. Prima gli ha fatto capire gli errori, poi gli ha detto come migliorare. Senza il volto amico dell’allenatore rossonero, probabilmente, Leao non indosserebbe la 10 del Milan e non avrebbe mai vinto lo scudetto da protagonista. Una volta Pioli disse così: “Lo frega il linguaggio del corpo, deve imparare a divertirsi di più”. Ora se la ride beato.

Presenze e golLautaro – Grazie ai 5 gol segnati nelle prime 3 giornate di campionato, il Toro è salito a quota 107 centri con la maglia dell’Inter. In cinque stagioni e un “pezzettino” si è preso il decimo posto nella classifica dei migliori marcatori della storia nerazzurra e non ha nessuna intenzione di fermarsi. Anzi, in questo 2023-24 può sorpassare sia Vieri ( 123) sia Icardi (124) e diventare settimo.  

Leao – Negli anni è migliorato. Nel 2019-2020 siglò sei reti, poi sette, poi 14, infine 16 (mai così tante in carriera). Quest’anno ha steso la Roma con una rovesciata. “La cercavo da una vita, non avevo mai segnato così”. La prima volta è arrivata all’Olimpico. Contro l’Inter toccherà quota 167 presenze in rossonero. Quest’anno supererà Gullit, Cafu e Cudicini, avvicinandosi a Rui Costa, Van Basten e Rijkaard. I gol sono 44, come Gilardino e Bierhoff. È al trentacinquesimo posto tra i migliori bomber. Ormai fa parte della storia del Milan.

ContrattoLautaro – L’argentino è sotto contratto con l’Inter fino al 2026 e guadagna oltre 6 milioni netti a stagione più bonus. Non ha più la clausola rescissoria da 111 milioni, ma il suo valore di mercato resta altissimo, soprattutto dopo la vittoria del Mondiale in Qatar. La trattativa per allungare il vincolo oltre il 2026 è già iniziata: l’attuale accordo, firmato nell’ottobre 2021, potrebbe essere rinnovato nei prossimi mesi visto che i colloqui con l’agente Camano sono partiti.

Leao – Prima di arrivare a dama ci è voluto parecchio tempo. Il tira e molla tra Leao e il Milan è durato circa un anno. Se n’è parlato molto, ma la volontà dei piani alti rossoneri è sempre stata quella di blindare il talento principe. A giugno, sotto Maldini e Massara, ha rinnovato fino al 2028: ingaggio da 7 milioni bonus compresi e clausola da 175 milioni. A casa Milan c’erano la madre, il padre, lo zio, l’amico del cuore e l’avvocato francese. Dopo 4 stagioni con il 17 ha scelto di vestire la numero 10 ed entrare nella storia facendo rumore. Giorgio Furlani è stato fondamentale nel raggiungimento dell’accordo. Il rinnovo ha sancito la centralità del portoghese nel progetto. Il primo passo verso la completa maturità. Il ragazzo svogliato e pigro dei primi anni, ormai se n’è andato da un pezzo.

Rapporto con i derbyLautaro – Le stracittadine ispirano il Toro che in 14 precedenti ha battuto il portiere rossonero 8 volte. Ma c’è di più: l’argentino ha segnato in qualunque competizione ha affrontato il Diavolo. Nel 2022-23 in 5 gare ha segnato 3 reti, una delle quali nella semifinale di ritorno di Champions League, e vorrebbe ripartire con il piede giusto.

Leao – Il paradosso è tutto qui. L’Inter è la squadra affrontata più volte in carriera da Leao, ma lo score dice due gol segnati in 13 sfide e ben 8 sconfitte. Si può dire che i nerazzurri sono una sorta di piccolo tabù, anche se l’anno scorso rifilò due reti a Inzaghi vincendo il derby d’andata quasi da solo. Le ultime quattro sfide, però, sono finite tutte con una sconfitta. Leao ha perso la Supercoppa, il derby di ritorno e la doppia sfida in semifinale di Champions. Dopo aver saltato l’andata per un problema muscolare, al ritorno non è riuscito a replicare quanto fatto contro il Napoli al Maradona. Fin qui ha vinto solo tre derby: il primo nel 2020, gli altri due nel 2022 (in due stagioni diverse). Gli unici gol risalgono al 3 settembre di una stagione fa. Magari questa coincidenza porta bene.  

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