L’asso Hakimi, Lula in forma e… Ecco perché Conte può battere la Juve

L’intesa tra Lukaku e il Toro, la strepitosa condizione del marocchino e la ritrovata sicurezza di Skriniar sono i principali punti di forza per Conte. Ma adesso bisogna sfatare un tabù

Il countdown verso domenica procede inesorabile mentre l’Inter scalda i motori in vista di un derby d’Italia fondamentale, per il morale e per la classifica. In casa nerazzurra c’è la necessità di riprendere a correre dopo la brusca frenata delle ultime due giornate, ma non solo. Quella contro la Juventus è anche l’occasione per invertire la tendenza finora sfavorevole contro le cosiddette big, senza considerare la ghiotta occasione di staccare i Bianconeri di sette lunghezze, scavando così un discreto solco in classifica. A Conte resta ancora qualche giorno per definire strategia e interpreti, nella speranza che l’infermeria non si riempia ulteriormente dopo aver accolto anche Darmian (aggiuntosi a D’Ambrosio). Ma il tecnico leccese sa di avere importanti assi nella manica per piegare la truppa di Pirlo.

Coppia da urlo

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La prima “arma” di Conte non può che essere la “LuLa”. Lukaku ha ritrovato il ritmo rientrando dal primo minuto contro la Roma e l’intesa con Lautaro Martinez non ha prodotto solo per pochi centimetri. Dopo i 111 gol della scorsa stagione (record in casa nerazzurra dal 1930), il belga e l’argentino continuano a viaggiare a un ritmo alieno: le 12 reti del primo e le 9 del secondo valgono il simbolico titolo di coppia principe del campionato, due gradini sopra l’accoppiata Ronaldo-Morata (a quota 19). Con quei due là davanti, Conte può dormire sonni tranquilli. Considerando che la difesa bianconera dovrà anche a fare a meno di De Ligt, la forza d’urto della LuLa potrebbe rivelarsi decisiva per far pendere l’ago della bilancia dalla parte dell’Inter.

L’asso nella manica

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Al momento, il fattore forse determinante in casa nerazzurra è la straripante condizione di Hakimi. La spinta e l’intraprendenza del marocchino sulla fascia destra si stanno rivelando decisive, portando risultati anche concreti: per la precisione 6 reti e 4 assist, numeri da attaccante. L’ex Real Madrid ha già segnato quasi la stessa quantità di reti realizzate nell’arco di tutta la scorsa stagione in Bundesliga (7) con la maglia del Borussia Dortmund, ma con un terzo delle presenze (17 a 54). Al di là del momento particolarmente felice del marocchino, ripresosi dopo un breve periodo di flessione, c’è anche da considerare l’a concomitante emergenza di Pirlo proprio su quella corsia in cui imperverserà Hakimi. Sulla sua corsia l’Inter potrebbe trovare autentiche autostrade per innescare la “LuLa” o per andare direttamente al tiro e rimpinguare il già grasso bottino personale.

Il muro

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Tra le notizie più confortanti per Conte c’è anche il ritorno di Skriniar sui normali livelli di eccellenza. Il 25enne slovacco è riemerso dopo aver chiuso la scorsa stagione ai margini. Da un mese a questa parte si è ripreso la maglia da titolare ed ha anche ritrovato il gol dopo qualcosa come mille giorni di digiuno. Ha stretto i denti dopo essere stato a un passo dall’addio e adesso sta raccogliendo i frutti dell’impegno e del sacrificio per adattarsi alla difesa a tre, marchio di fabbrica contiano. Oggi Skriniar ha riacquistato fiducia e sicurezza, armi fondamentali per provare a frenare il famelico Ronaldo.

Necessità e opportunità

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C’è poi la fame, quella che a quest’Inter non può certo mancare dopo il beffardo k.o. a Genova e lo scellerato pareggio a Roma, dove la truppa di Conte ha gettato via cinque punti pesanti più per demeriti propri che per meriti altrui. Con un Milan davanti che non accenna a rallentare, il ritorno al successo è quasi un imperativo, anche per il morale della truppa. Per i Nerazzurri è anche ora d’invertire una tendenza che, se ancora non preoccupa, è comunque indicativa: negli scontri con le prime della classe, finora l’Inter ha gioito solo una volta, il 16 dicembre contro il Napoli (battuto 1-0). Contro Atalanta, Roma e Lazio sono invece arrivati dei pareggi, mentre contro il Milan addirittura la confitta. Quella contro la Juve è l’occasione per mostrare finalmente il petto in uno scontro diretto, per dimostrare di non essere grandi solo contro le “piccole”.

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