Langoni, dalla festa del Boca Juniors al murales dedicato a Maradona

A Buenos Aires sono quattro gli argomenti che dominano nelle pagine sportive dei giornali. Il nuovo murales dedicato a Diego Maradona nel quartiere di Constitucion: un ritratto alto 45 metri che colora un palazzo di dodici piani, vicino alla stazione ferroviaria. La splendida rimonta del Boca Juniors (32 punti nelle ultime 13 partite), campione d’Argentina dopo aver cambiato allenatore alla settima giornata: da Sebastian Battaglia a Hugo Ibarra, scelto inizialmente per tamponare l’emergenza e diventato poi uno degli artefici di un titolo che mancava dal 2020. Il divorzio di Marcelo Gallardo dal River Plate, dopo otto anni e quattordici trofei, comprese due Coppe Libertadores. Il quarto tema caldo riguarda un giovane talento che ha ricevuto in poche settimane i complimenti del ct Scaloni, di Riquelme (vicepresidente del Boca) e di Tevez, uno dei giocatori più amati dal popolo della Bombonera e ora tecnico del Rosario Central. Si chiama Luca Daniel Langoni, ha diciannove anni e ha fatto innamorare l’Argentina.

LA SCELTA – Ibarra ha avuto il coraggio di scommettere sulla sfrontatezza del “pibe” nel periodo più delicato della stagione. Sei gol e un assist in diciotto partite: Langoni è la faccia nuova del Boca. Seconda punta, fantasia e istinto. Sui social, la tendenza dei commenti rafforza una suggestione: quella che i tifosi abbiano trovato alla Bombonera un potenziale idolo, un possibile candidato all’eredità di Tevez. Ha cambiato direzione al campionato del Boca Juniors. Si è presentato in Primera Division facendo la differenza. Il passaggio cruciale? La gara con l’Atletico Tucuman. La squadra di Ibarra perdeva 1-0. Langoni è entrato a venti minuti dalla fine e ha firmato una doppietta. Una collezione arricchita poi dai gol al Colon, al Godoy Cruz, al Sarmiento e al Gimnasia y Esgrima. E’ stato il capocannoniere degli Xeneizes in Superliga: sei gol per Langoni, cinque per il centravanti Dario Benedetto, ex Marsiglia, e quattro per Sebastian Villa.

IL CONTRATTO – Appartiene da sempre alla famiglia del Boca: è entrato nel vivaio del club gialloblù quando aveva sette anni. È stato scoperto da Ramon Maddoni, lo stesso talent scout che aveva portato Tevez alla Bombonera. Estro e cambi di marcia, istinto e rapidità, un metro e 73, destro naturale. È nato il 9 febbraio del 2003 a Laferrere, provincia di Buenos Aires. Ha firmato un contratto fino al 31 dicembre del 2026, postando la foto sui social accanto al dirigente Raul Cascini, che fa parte del consiglio direttivo.


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