Landucci, il vice Allegri: “Basta parole, ora i fatti”

Il tecnico, in panchina al posto di Max: “L’espulsione ha condizionato la gara. Abbiamo accusato la botta di mercoledì. E la sosta arriva al momento sbagliato”

“Non ci arrendiamo. Servono fatti, non parole”, ha detto Landucci, vice di Allegri, oggi in panchina contro il Monza. “L’espulsione ha condizionato la gara – ha aggiunto -. Abbiamo accusato la botta di mercoledì. E la sosta arriva al momento sbagliato”.

L’analisi del match

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“Il Monza ha tenuto il predominio territoriale della gara, noi dobbiamo fare meglio ma c’è da aggiungere che l’espulsione ha condizionato la partita. Angel è stato tartassato, ci è caduto. Izzo usa queste tattiche, lui ha reagito e mi dicono che l’espulsione sia stata giusta. E’ il momento di chiacchierare poco e di fare i fatti. Parlare non serve, dobbiamo fare meglio”. Come reagire? “Solo col lavoro. Non è contento nessuno, non solo i tifosi, il momento è difficile. Facciamo delle buone parti di partite poi smettiamo. Vogliamo fare ma non riusciamo a fare. Dobbiamo iniziare a fare meglio tutti quanti, e remare nella stessa direzione”.

inversione di tendenza

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“Se c’è stato un confronto con anche Allegri negli spogliatoi? No, il mister non poteva entrare perché è squalificato. Se qualcuno si è demotivato sentendo insistere sul tasto delle assenze importanti? Sicuramente no, il gruppo è sempre stato sano. Non ci sono problemi con nessuno. Quando mancano 4/5 giocatori si sente la mancanza ma non è una scusante. Dobbiamo fare meglio, non trovare scuse. Mettere la testa su e fare meglio”. I problemi sono risolvibili? “Sì, bisogna fare meglio e lo faremo. Non vorrei essere ripetitivo ma stasera non possiamo dire altrimenti: dobbiamo fare meglio tutti. Oggi sembra tutto nero, bisogna ritrovare l’azzurro”.

Sui tifosi

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“Quando perdi è così, i tifosi giustamente contestano. Dobbiamo stare zitti e lavorare. La Juve deve fare sicuramente meglio. Ha detto bene Arrivabene prima della partita: siamo tutti responsabili, e insieme dobbiamo uscirne. Restare uniti dopo le vittorie è facile, bisogna fare i fatti adesso”. La sosta: un bene o un male? “Lavorare durante la sosta delle Nazionali è dura perché rimarremo in pochi. Per me sarebbe stato meglio giocare subito. Si vince insieme e si perde insieme. Siamo sulla stessa barca e dobbiamo dare un segnale forte”.

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