La strana estate di Rabiot: dal no agli Usa alla Juve Under 23

TORINO – Che cosa ci fa Adrien Rabiot in ritiro con la Juve in versione Under 23? Se lo sono chiesti i tifosi bianconeri subito dopo aver letto la notizia della convocazione del centrocampista francese agli ordini di Brambilla, da ieri in provincia di Bergamo per una settimana con l’obiettivo di preparare la prossima stagione di Serie C. Che c’entra dunque Rabiot? La spiegazione logica è più semplice di ciò che si possa pensare: dopo la rinuncia alla tournée americana per motivi personali, avere un giocatore – ritenuto comunque importante da Massimiliano Allegri e potenzialmente un titolare – ad allenarsi da solo alla Continassa, con il rischio di perdere il ritmo di lavoro, non è funzionale. Quindi, sfruttando la poliedricità della propria struttura per consentire a Rabiot, con l’Under 23, di mantenere standard di allenamento elevati e di svolgere sedute complete e maggiormente performanti. Perciò chi legge tra le righe un messaggio diretto di mercato va probabilmente oltre la reale portata della decisione di natura tecnica, però una riflessione è necessaria e conduce a un’altra domanda: che ne pensa di tutto questo il diretto interessato? L’estate di Rabiot fin qui è stata un susseguirsi di voci e notizie, di annunci e di manovre a fari spenti. Lui è rimasto ad allenarsi alla Continassa tranquillo, almeno fino a ieri, quando ha raggiunto il ritiro di Rovetta, nel bergamasco, per proseguire il lavoro con l’Under 23 fino al ritorno dagli Stati Uniti della prima squadra di Allegri. E proprio la trasferta americana è uno dei tanti episodi controversi che hanno caratterizzato fin qui l’estate del centrocampista arrivato alla Juventus nel 2019 e giunto ormai a un anno dalla scadenza naturale del contratto che lo lega ai bianconeri.

Niente tournée negli Usa per Rabiot

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Niente tournée negli Usa per Rabiot

Rabiot e il rinnovo con la Juve

Si ragiona sul rinnovo? No, da entrambe le parti: perché la Juventus ha la necessità di asciugare il monte ingaggi e deve compiere valutazioni anche tecniche su un giocatore che non ha convinto del tutto nella sua avventura italiana; il francese non ha interesse a prolungare l’accordo e anzi si guarda attorno. Infatti nell’estate calda di Rabiot ci sono state anche le voci di mercato emerse già a giugno quando, dalla Francia, gli spifferi raccontavano di un Adrien intenzionato a chiedere la cessione al club bianconero, nonostante una situazione contrattuale che suggerirebbe di aspettare per andare eventualmente altrove tra meno di un anno a parametro zero. Ma oltralpe credono che la ambizioni di Rabiot siano altre e si mescolano con i desiderata di mamma Veronique, l’agente che tesse la tela da tempo e lavora a un clamoroso ritorno di fiamma con il Psg che si intreccerebbe con la voglia juventina di arrivare a Leandro Paredes. Preso atto della freddezza di Rabiot nei confronti del Lione di cui abbiamo scritto nei giorni scorsi – sempre per ambizione, perché il francese vuole restare in Champions – la linea che segue l’entourage del centrocampista è di attendere una chiamata dalla Premier, con tanto di offerta che possa stuzzicare la Juventus, e in contemporanea portare avanti il delicato discorso riaperto con il Psg. Nel frattempo i bianconeri lo hanno mandato con l’Under 23 per mantenere l’intensità negli allenamenti e il ritmo giusto per arrivare nella giusta condizione alla nuova stagione alle porte. E poi il contesto diverso, in categorie inferiori e con tanti giovani, può aiutare a mantenere vivi quei valori di umiltà e sacrificio fondamentali anche per i campioni affermati, indipendentemente da come andrà il mercato.

La Juve non si ferma a Di Maria, Pogba e Bremer. La strana situazione di Rabiot

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