La strada in salita di Shevchenko: tra calendario da brividi e dubbi di formazione

Roma, Juve e derby in poche settimane, e nel mezzo un dilemma tattico: un teorico 4-3-3 o un più pratico 4-4-2?

Sapeva sin dal primo giorno che la strada sarebbe stata in salita e che, soprattutto sino alla pausa natalizia, il suo Genoa in crisi di gioco e di risultati avrebbe dovuto adattarsi alle situazioni. Andriy Shevchenko ha (e aveva) ben chiaro tutto, a cominciare da un calendario che i rossoblù non hanno saputo sfruttare a dovere nel recente passato contro avversarie non di rango, e ora si trovano nella condizione di dover provare a far punti contro le grandi. Domenica la Roma di Mourinho, poi – dopo la trasferta di Udine -, Juventus, derby, Lazio e Atalanta. Sheva e Tassotti, con gli altri uomini dello staff, hanno fatto fronte comune per sfruttare appieno la sosta del campionato, ma nulla hanno potuto contro la malasorte. Alle assenze previste di Maksimovic, Vanheusden, Destro, Fares, Hernani e Bani (tempi di rientro da valutare) si sono aggiunte – martedì – quelle di Criscito e Caicedo, di cui nelle prossime ore sapremo l’entità esatta degli infortuni. Che non si annunciano brevi, comunque. Lo stop del capitano, soprattutto, giocatore ritenuto fondamentale dall’ucraino in campo e nello spogliatoio, è quello che preoccupa di più Shevchenko, il cui obiettivo era e resta quello di salvare il Grifone.

Camaleonte

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Di qui la necessità di far convivere le proprie idee tattiche, a cominciare da un teorico 4-3-3, con una squadra nelle precedenti dodici giornate ha cambiato ben nove moduli, a riprova anche di tutti gli imprevisti in corso d’opera a cui ha dovuto far fronte l’ex tecnico Ballardini, che a Empoli aveva chiuso la sua gestione con un 3-4-1-2 di partenza. Un’opzione anche per Shevchenko, nel caso in cui puntasse sul terzetto difensivo Biraschi-Vasquez-Masiello. O, eventualmente, con un 4-4-2, abbassando Cambiaso. Ma siamo, per ora, sul piano delle ipotesi, anche se la contemporanea indisponibilità di Destro e Caicedo rende difficile la possibilità di un tridente offensivo. Più facile, forse, utilizzare Galdames dietro alle punte, con Pandev ed Ekuban candidati a una maglia dall’inizio. Punto fermo in mediana sarà Rovella, l’elemento che più di tutti ha fatto un grande salto di qualità in questo avvio di stagione: il suo rendimento nell’Under 21 lo conferma.

Medio periodo

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Non un ruolo facile, quello del Pallone d’Oro ucraino, costretto fra l’altro a dover gestire un gruppo extralarge – 34 elementi in rosa – che a gennaio dovrà necessariamente essere sfoltito, anche in prospettiva di una campagna di rafforzamento che la nuova proprietà ha garantito sin dai primi giorni del suo insediamento. E quanto 777 Partners sia attenta e creda nel futuro del Grifone, lo dimostra l’attenzione che l’uomo forte degli americani nel calcio, Andrés Blazquez, anche in questi giorni presente a Pegli e a stretto contatto con il tecnico, sta riservando alle vicende rossoblù. L’ucraino, che per ora ha scelto come base personale un hotel del centro cittadino, vive ormai quotidianamente dalla settimana scorsa dieci-dodici ore al giorno a Pegli, fra riunioni con lo staff, allenamenti, colloqui con i giocatori, analisi dei dati e preparazione della prossima partita. Almeno, però, sa di poter contare sul supporto della piazza: il “pellegrinaggio” dei tifosi al “Signorini” è continuo. E, per domenica, si annuncia una cornice di pubblico importante al Ferraris. Andriy aveva chiesto sostegno incondizionato: accontentato

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