La Spagna si ferma al palo: un autogol manda in finale il Portogallo

La Rojita va fuori dopo aver colpito due legni e aver creato di più. In questo Europeo soltanto l’Italia è riuscita a segnare ai lusitani

C’è il Portogallo in finale all’Europeo Under 21. Proprio la nazionale che a fatica, nei supplementari, ha eliminato l’Italia, nei quarti si giocherà il trofeo che non ha mai vinto. Ma questa è la generazione che ha già trionfato in tutto: Europeo Under 17, Europeo Under 19, ora può completare il percorso. Terza finale per i portoghesi: nel 1994 Figo, Rui Costa e compagni persero con l’Italia, nel 2015 Bernardo Silva, Sergio Oliveira e William Carvalho si arresero alla Svezia. I campioni uscenti della Spagna, che così almeno non staccheranno l’Italia nella classifica dei successi (5 per noi e per loro), va fuori per un’autorete di Cuenca dopo aver colpito due pali e aver creato di più.

Meglio la Spagna

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È proprio la Spagna a fare la partita dall’inizio, con il suo gioco palleggiato e la rapidità dei suoi piccoletti. Meglio a sinistra, la Rojita, dove Cucurella e Bryan Gil mettono in mezzo Dalot: arrivano così le prime due occasioni, con una girata alta di Puado (7’) e un’altra ben più propizia di Brahim Diaz che taglia internamente sul cross di Bryan Gil ma di testa alza la mira (12’). Non la sua specialità. Il gioco sugli esterni mette in difficoltà il Portogallo, che però riesce a rispondere con un gran destro di Vitinha alzato in angolo da Fernandez (15’) e a tenere la Spagna lontana dalla porta di Diogo Costa. Poi si accendono i milanisti. Rafael Leao compare improvvisamente con una fiammata al 29’ quando si beve in velocità Mingueza, ma non trova l’assist per Dany Mota, e un minuto dopo quando salta in dribbling Oscar Gil, andando però giù con troppa facilità e guadagnando solo il giallo. Rossonera anche la Spagna: recupero alto di Zubimendi e Brahim Diaz scarica il sinistro, deviato sul palo esterno da Diogo Queiros (32’). Il 7 rossonero ha altre due palle buone: al 35’ arriva sull’invito basso di Cucurella (Queiros si oppone), al 39’ si libera per il sinistro a giro ma allarga la mira.

Che beffa

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La Spagna inizia fortissimo la ripresa. Alza il pressing e dunque il recupero palla e pure la frequenza dei passaggi: le combinazioni diventano più rapide. E pericolose. Le occasioni piovono. Cucurella, più alto dopo l’ingresso di Miranda per Bryan Gil, colpisce il palo interno con un sinistro da fuori. Cuenca imbocca il portiere portoghese con un colpo di testa in solitudine, Brahim Diaz meriterebbe il rigore perché viene toccato da Diogo Queiros che era stato saltato, Manu Garcia cerca il destro di giustezza dal limite ma il tiro è appena fuori. De la Fuente, c.t. della Spagna, cambia tutta la batteria dei trequartisti ma continua a mancargli il centravanti d’area. Il collega Rui Jorge toglie i suoi, Leao e Mota, e ne mette altri due, Tiago Tomas e Jota. A dieci dalla fine, Miranda è sorpreso alle spalle da Fabio Vieira, che cerca l’assist per Tiago Tomas: Cuenca nel tentativo disperato di recuperare devia, il pallone si alza e scavalca il portiere Fernandez. La Spagna va in forcing finale, ma in questo Europeo soltanto l’Italia è riuscita a segnare al Portogallo (e per ben tre volte!). Che così va in finale.

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