La Spagna perde il match ma trova una squadra: “Il futuro ci sorriderà”

Il c.t. Luis Enrique ha convinto gli scettici ed elogia la sua giovane squadra: “Non bisogna piangere ma rialzarsi e riprovarci nel torneo successivo. Penso che tutto il Paese sia orgoglioso di questa nazionale”

dal nostro corrispondente Filippo Maria Ricci @filippomricci

7 luglio – MADRID (Spagna)

La Spagna ha perso il treno per la finale, ma ha trovato una squadra. E la sorpresa, e il piacere che la cosa porta con sé, qui è notevole e palpabile. “Chiude da trionfatore” si legge questa mattina sull’apertura del sito di Marca. È un titolo dedicato a Luis Enrique. Che è il vero trionfatore e ieri ha detto diverse cose interessanti, aprendo il suo discorso con una verità: “Dopo una traversata del deserto durata 9 anni, siamo tornati”.

Madridismo ostile

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La Spagna è andata a letto sconfitta ma orgogliosa, non felice, quello no, ma rasserenata. Qui nessuno credeva nella giovane squadra di Luis Enrique. La simbolica assenza dei madridisti, una casualità dettata dagli infortuni più che una scelta ma che è stata interpretata a senso unico come uno sgarbo del blaugrana Lucho alla squadra che non ama, aveva subito esacerbato gli animi, allontanato a mezzo stampa (blanca) la simpatia del pueblo da questa squadra con un solo leader in campo, l’introverso Sergio Busquets, e un enorme leader fuori, Luis Enrique, che sta antipatico a mezzo Paese.

La vittoria di Luis

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“La Spagna è arrivata tra i dubbi e se ne va piena di certezze”, titolano sul Mundo. E ancora: “Usciamo dal torneo meglio di come siamo entrati”. E sul Pais: “Manca la finale, c’è una nazionale”. Anche As rende omaggio al ct: “Luis Enrique non ha deluso”, mentre su Marca sottolineano il suo grande lavoro nella preparazione della sfida con l’Italia, con l’azzeccata mossa di Dani Olmo ‘falso nueve’. Senza fare l’occhiolino ai media, senza cercare il consenso con avvicinamenti opportunistici, andando dritto per la sua strada fatta di lavoro, idee e affetto per i suoi uomini, Luis Enrique ha ottenuto la riconoscenza degli scettici.

Il 9 di Lucho

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“Alla squadra do un eccellente meno, diciamo un 9”, ha detto ieri sera alle radio Luis Enrique. Che a fine partita è rientrato negli spogliatoi, ha messo la musica e ha alzato il volume: “Sono stanco di vedere i bambini nei tornei giovanili piangere per una sconfitta. Nello sport si vince e si perde, e di fatto s’impara di più perdendo. I giocatori sono delusi, ma niente di più. Quando perdi devi fare i complimenti al rivale e ripartire. Non bisogna piangere ma rialzarsi e riprovarci nel torneo successivo. Penso che tutto il Paese sia orgoglioso di questa nazionale”.

Orgoglio ritrovato

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E ha ragione Lucho. La sua giovane Roja, fatta di bravi ragazzi che sanno far girare la palla e che prima del torneo potevano girare tra la folla senza essere riconosciuti, ha fatto scattare di nuovo nella gente le scintille della passione e dell’unità per la nazionale, spente dal 2012. Le prime pagine dei giornali spagnoli riflettono l’orgoglio ritrovato: “Con onore” (Marca), “Porca Miseria” (As, in italiano), “Addio ingiusto” (Sport), “Addio con onore” (El Mundo), “Una sconfitta con futuro” (El Pais). Lo dice anche il capitano Sergio Busquets: “La Spagna tornerà e lo farà per lottare per vincere dei titoli”. In realtà la Spagna è già tornata, e non se l’aspettava nessuno. Merito di Luis Enrique, uno che non fa compromessi.

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