La soluzione Cuadrado, la difesa a tre e i dubbi: quanto mancherà Danilo alla Juve

Il brasiliano salterà almeno 9 partite di campionato, più Champions e Supercoppa: in organico nessuno come lui sa cambiare pelle alla Juve tra linea difensiva a tre o a quattro. Per questo il tecnico dovrà intraprendere con decisione strade per ora meno battute

Non è uno dei volti da copertina, ma da un anno e mezzo Danilo è uno degli uomini più importanti della Juve e questa stagione ha ripreso dove era rimasto la scorsa, quando è stato l’uomo più impiegato da Pirlo. Un altro come lui Allegri non ce l’ha: laterale destro di difesa per costruzione, Danilo è oggi molto di più per la capacità di vestirsi da terzo della difesa a tre, totalmente a proprio agio, garantendo così ad Allegri oggi come a Pirlo ieri la possibilità di una Juve-transformer che difende a quattro e attacca a tre, viste anche le doti del brasiliano in fase di impostazione che al bisogno lo hanno reso spendibile anche a centrocampo. Il sostituto di un giocatore così la Juve non ce l’ha, farne a meno per due mesi in ogni caso cambierà la stagione bianconera.

QUALI PARTITE SALTA

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“Purtroppo starò fuori per qualche settimana. Le lacrime alla fine della partita erano di dolore ma anche di tristezza perché ero sicuro di dover saltare le prossime partite che saranno importanti per noi. Farò di tutto per essere disponibile il prima possibile”, ha scritto Danilo dopo l’esito degli esami che ha quantificato in due mesi il tempo di recupero dalla lesione di medio grado del muscolo adduttore lungo della coscia sinistra. Vuol dire nel migliore dei casi saltare nove partite di Serie A (i big match: l’Atalanta subito, il Napoli e la Roma a inizio ritorno), le ultime due del girone di Champions League (già saltato il Chelsea) e la Supercoppa del 12 gennaio contro l’Inter. Sempre che sia realistico puntare a un recupero per Milan-Juventus del 23 gennaio. Cercare una soluzione sul mercato? La sessione invernale comincerà quando sarà già passato un mese e mezzo dei due che la Juve deve aspettare.

IL SOSTITUTO A DESTRA

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Per la Juve non si tratta solo di trovare solo un uomo a destra al posto di Danilo, che già di per sé è una questione non banale. Juan Cuadrado da esterno sulla linea dei difensori Allegri fa fatica a vederlo: è stata la soluzione al volo sabato con la Lazio dopo l’uscita di Danilo, era stata la soluzione a partita in corso anche quando a San Pietroburgo nel secondo tempo c’era bisogno di sbloccare, e solo due volte in 17 partite Max l’ha percorsa dall’inizio, con l’Empoli e con la Sampdoria. L’altra soluzione come terzino destro si chiama Mattia De Sciglio, ma con due annotazioni, che non sono impedimenti ma annotazioni: uno, è fermo da un mese per un infortunio al bicipite femorale, ma “dovrebbe rientrare prima dell’Atalanta” ha detto Allegri; due, pur essendo terzino destro di ruolo alla fine quest’anno il meglio lo ha dato quando impiegato a sinistra, ma i problemi sono altri. Ma nessuna di queste soluzioni permette ad Allegri di cambiare pelle tra fase di possesso e di non possesso come con Danilo.

LA DIFESA A TRE

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Se linea difensiva a tre deve essere, allora l’assenza dell’equilibratore Danilo può essere l’accelerante per arrivare alla difesa a tre senza compromessi: De Ligt centro-destra, Bonucci in mezzo, Chiellini centro-sinistra. Quello che per Allegri dà l’idea di essere un approdo finale, anche se difficilmente in pianta stabile, più come arma a cui attingere al bisogno. Anche perché a Chiellini certo non si può chiedere di esserci tutte le partite, e il solo Rugani come alternativa a tutti e tre è anche quantitativamente un po’ poco. Per non parlare poi degli equilibri da ritrovare più avanti: con la difesa a tre quali sono le condizioni di convivenza tra Chiesa (che Allegri non vede a tutta fascia) e Dybala? Risolto un tema se ne apre un altro, ma hanno tutte il sapore delle varianti più che delle soluzioni: dopo tre mesi, un volto definitivo la Juve deve ancora trovarlo. A prescindere da Danilo, anche se perderlo certo non aiuta.

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