La Roma scappa, il Leicester rimonta: finisce 1-1. Si decide tutto all’Olimpico

In Inghilterra finisce 1-1. I giallorossi passano in vantaggio nel primo tempo con Pellegrini ma le Foxes rimontano nella ripresa a causa della sfortunata autorete di Mancini. Giovedì il ritorno in Italia

Uno a uno, tutto rimandato a giovedì prossimo all’Olimpico. Quando a spingere la Roma verso la finale di Tirana ci saranno quasi 70mila persone, una bolgia totale. Intanto, però, la squadra di Mourinho torna da Leicester con un buon pareggio, per alcuni versi anche ottimo, considerando che il Leicester alla vigilia era temuto per ritmo, intensità ed energia. Ed invece i giallorossi un po’ hanno sofferto, è vero, ma neanche più di tanto. Insomma, il giusto considerando che gli inglesi giocavano in casa e avevano la necessità di vincere. La partita, a conti fatti, l’hanno fatta sempre loro, ma i giallorossi sono stati sempre in equilibrio, giocando una partita tatticamente accorta e cercando di capitalizzare al massimo il vantaggio iniziale di Pellegrini. E per un po’ ci sono anche riusciti, fino al pareggio a metà della ripresa di Lookman (decisiva la deviazione di Mancini). Si deciderà dunque tutto al ritorno, con Mourinho che ha già convocato tutta Roma.

Pelle-gol

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Rodgers butta dentro Lookman ed Albrighton dall’inizio e punta su un tridente molto offensivo, con Vardy recuperato al centro dell’attacco nonostante una condizione non eccellente. Mourinho invece conferma le due punte, con Zaniolo in aiuto ad Abraham e Mkhitaryan tra i due mediani. L’atmosfera del King Power Stadium è elettrizzante, da subito, con il Leicester che parte subito fortissimo: tre angoli nei primi tre minuti, il 77% di possesso palla dopo soli dieci di gioco e un pericolo con Castagne di testa. Del resto Rodgers vuole aggredire la Roma e vincere la partita sul piano dell’intensità fisica e dell’energia. Solo che i giallorossi tengono, resistono all’assalto iniziale e pian piano trovano le misure. Smalling dietro è perfetto, Zalewski non dimostra neanche un po’ di emozione e Mkhitaryan e Pellegrini lavorano tanti palloni tra il mediana e la trequarti. La logica conseguenza è il vantaggio giallorosso, che arriva puntuale al 15’ quando Zalewski si inventa una giocata stile-Bodo e serve a Pellegrini una palla perfetta, che il capitano concretizza sotto le gambe di Schmeichel. Sotto di un gol, le Foxes provano a reagire, anche se di pericoli reali non ne creano poi tanti. Maddison ci prova un paio di volte da fuori ma invano, Dewsbury-Hall ci mette tanta energia, ma poco costrutto e Vardy finisce sempre nella morsa difensiva giallorossa. Così è vero che il pallino del gioco resta costantemente nelle mani inglesi, ma è anche vero che la Roma non dà mai l’impressione di poter capitolare da un momento all’altro. Il piano-partita a questo punto è l’ideale per Mourinho: copertura totale degli spazi, baricentro basso e ripartenze per far male. E in un paio di occasioni i giallorossi riescono anche a venir fuori bene, dialogando dal basso, ma senza poi finalizzare l’occasione. Anche perché Evans fa sentire a Zaniolo chili e muscoli ed Abraham gioca un primo tempo incolore.

Reazione Foxes

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Nella ripresa il copione è sostanzialmente lo stesso, con il Leicester alla ricerca del pareggio e la Roma raggomitolata su se stessa a difesa del prezioso vantaggio. Lookman ha subito due buone occasioni, la prima pazzesca, dove si divora di testa il pari dal limite dell’area piccola, mentre sulla seconda arriva in ritardo su un bel pallone tagliato di Albrighton. Allora Rodgers cambia gli equilibri offensivi, fuori Vardy e lo stesso Albrighton e dentro Iheanacho e Barnes. E la mossa paga subito, perché al 22’ gli inglesi pareggiano su una percussione proprio di Barnes, su cui stavolta Lookman non sbaglia il tap-in ravvicinato (per l’Uefa anche con il contributo decisivo di Mancini). Il gol ridà ovviamente entusiasmo a tutto l’ambiente, con le Foxes che a questo punto cercano anche di vincere la partita. Anche perché la Roma fatica a risalire, come invece faceva bene nel corso del primo tempo. Oliveira e Veretout entrano anche per dare un o’ più di energia in mezzo al campo e fare densità davanti alla difesa. E mentre da una parte Rui Patricio salva su Iheanacho, dall’altra Schmeichel salva proprio su Oliveira. Poi il finale, dove c’è un po’ di confusione e poco altro. La Roma torna a casa con un buon pareggio, adesso si gioca tutto tra una settimana. Con il calore della sua gente.

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