La rinascita di Vecino, grazie alla Lazio e a Sarri: ora lo aspetta il Mondiale

Due stagioni quasi buttate dopo l’infortunio dell’estate 2020, fino all’approdo in biancoceleste: “Sto bene, l’allenatore crede in me e questo mi spinge a fare sempre meglio”. Intanto è stato convocato per le prossime due amichevoli dell’Uruguay contro Iran e Canada

Ritorno al passato. Cioè a quasi tre anni fa. Matias Vecino con la Lazio sta giocando e sta anche facendo bene, spazzando via i dubbi sulla sua tenuta fisica dopo che negli ultimi 36 mesi aveva trovato poco spazio anche a causa di un grave infortunio al ginocchio (si operò al menisco). I numeri sono dalla sua parte, la fiducia di Sarri pure. Perché l’uruguaiano è di fatto un titolare della Lazio. Al pari di Luis Alberto. Sul centrosinistra del centrocampo biancoceleste hanno giocato 378 minuti l’ex Inter e 407 minuti lo spagnolo. Di fatto sugli 810 minuti stagionali (coppe comprese) la differenza è solo di 29 minuti. Meno di un tempo.

LA RINASCITA

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Dopo l’infortunio che lo ha fermato nell’estate del 2020, Vecino ha disputato appena 278 minuti nella stagione 2020-21 (con Conte) e poi 557 nel 2021-22 con Inzaghi. Di fatto con Sarri, nelle prime 9 partite stagionali, ha giocato più che in tutto il 2020-21 ed è a meno di due partite (179 minuti) dal pareggiare l’impiego dell’anno scorso. “All’Inter con Conte ero tornato da un pesante infortunio e in una squadra così competitiva trovare posto è stato difficile – ha spiegato recentemente Vecino -. Poi quando è arrivato Inzaghi mi ha promesso un ruolo importante in squadra ma non è successo quel che aveva preventivato. Ora sto bene, ho un mister come Sarri che crede in me e mi stima tantissimo, questo mi spinge a fare meglio. Sto migliorando anche fisicamente, sono arrivato a stagione iniziata, per due mesi ho lavorato da solo, quindi ci vuole un po’ di tempo. Sapevo che alla Lazio la concorrenza era molta, noi ci alleniamo tutti i giorni, poi sarà il mister a decidere chi scenderà in campo. L’ambiente quI è bello, ho trovato una famiglia, stiamo lavorando sulla mentalità, questa fa la differenza e ci porta a lottare ad alti livelli”.

FUTURO

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Non solo quantità, Vecino alla Lazio ha portato anche qualità: con due gol e un assist ha aiutato la Lazio a partire bene in campionato, e soprattutto a vincere l’esordio in Europa League contro il Feyenoord (gara nella quale è stato decisivo). In nazionale è un punto fermo, tanto che è stato convocato anche per le amichevoli che l’Uruguay giocherà il 23 e il 27 settembre contro Iran e Canada. Guiderà la nazionale al Mondiale, ai quali ha già partecipato da protagonista nel 2018 in Russia (giocò da titolare tutte e cinque le partite dell’Uruguay, venendo eliminato solo ai quarti dalla Francia che avrebbe poi trionfato). Dopo anni difficili è tornato a grandi livelli. Dopo anni difficili è tornato al passato. Anche grazie a Sarri e alla Lazio.

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