La Polizia: “Complimenti a Bakayoko, s’è comportato da cittadino modello”

Il portavoce Lacquaniti: “Il giocatore del Milan ha capito la dinamica degli eventi ed è stato collaborativo, evitando ogni forma di polemica”

Dopo lo sconcerto per il caso Bakayoko, fermato a inizio luglio dalla polizia a Milano per uno scambio di persona, è il momento delle ricostruzioni che chiariscono l’equivoco. Girolamo Lacquaniti, portavoce dell’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia è intervenuto durante il programma radiofonico “Gli Inascoltabili”, in onda sull’emittente New Sound Level.

“La sala operativa della Questura di Milano aveva diffuso una nota con quale segnalava che c’era stata una rissa con sparatoria e si ricercava un suv con a bordo persona di colore con una maglietta verde – ha spiegato -. Esattamente il tipo di auto, il tipo di abbigliamento e le caratteristiche del giocatore del Milan. Le procedure d’intervento che gli operatori hanno applicato sono quelle standardizzate, quando s’interviene su soggetti sospetti ritenuti armati”.

Comprensione

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Lacquaniti ha escluso anche che Bakayoko si sia sentito vittima di discriminazione: “No, aveva tempi, modi e mezzi per levare la sua voce, ma del resto è stato il primo a capire perché gli operatori di Polizia hanno agito così. Visto che io lavoro e vivo a Verona, città associata a Shakespeare, possiamo dire ‘molto rumore per nulla’. Non sono milanista, ma ne approfitto per fare i complimenti a Bakayoko, che non ha detto ai poliziotti ‘voi non sapete chi sono io, vi faccio passare i guai’… è stato collaborativo, ha capito la dinamica degli eventi, se non ci fosse stato il video nessuno avrebbe detto nulla perché non c’era nulla da dire e il giocatore del Milan è il primo a saperlo. Merito a lui che si è comportato da cittadino modello, mostrando collaborazione, comprendendo la situazione ed evitando qualsiasi forma di polemica”.

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