La nuova Champions League fa già sognare: tutte le novità

TORINO – E quindi uscimmo a riveder le stelle. Potranno urlarlo con orgoglio i bolognesi ogni martedì e mercoledì, vedendo ciò che fino a pochi mesi fa potevano solo immaginare alla playstation: Orsolini sfrecciare sul tappeto verde del nuovo Bernabeu, Guardiola agitarsi sulla panchina del Dall’Ara magari dopo aver passeggiato sotto i portici fino a San Luca, Freuler arpionare palloni all’Emirates e pure Ferguson riabilitarsi dall’infortunio facendo impazzire la Kop di Liverpool. Guai a porre limiti alla fantasia di un popolo che sogna. Perché sarà pure un girone infernale, ma la vista sulla nuova Super Champions è paradisiaca.

Nuovo format con 36 squadre

La nuova formula della coppa regina porta con sé una promessa di spettacolo, di incertezza e pure di ricchezza. Il format accoglierà 36 team, 19 già certi del posto: City, Bayern, Real, Psg, Liverpool, Inter, Borussia, Lipsia, Leverkusen, Arsenal, Milan, Feyenoord, Sporting, Psv, Celtic, Monaco, Girona, Stoccarda e Bologna, appunto. Ognuna di queste giocherà contro otto diversi avversari, 4 partite in casa e 4 in trasferta, pescandone due per ogni fascia inclusa la propria. In questo modo l’Uefa spera di garantire partite più livellate per tutti e verso l’alto. Nel caso del Bologna c’è anche e soprattutto il fascino di una prima volta elettrizzante nella quale i rossoblù affronteranno diverse regine del calcio europeo già nella prima fase a girone unico. Due tra City, Bayern, Real, Psg, Liverpool, Inter, Borussia, Lipsia e Barcellona incroceranno il cammino della società di Saputo. E una di queste farà sicuramente tappa al Dall’Ara, pronto a riempirsi di entusiasmo nelle quattro partite garantite dal nuovo format esteso. Poi il Bologna giocerà contro altre quattro nobilissime avversarie di seconda e terza fascia (riportiamo in pagina una possibile previsione, ma tra portoghesi, olandesi, inglesi e tedesche c’è l’imbarazzo della scelta) e si confronterà con le colleghe della quarta. Anche qui, guai a pensare di trovarsi nella parte più confortevole del torneo; Stoccarda, Girona e Aston Villa, tutte già qualificate da Bunsegliga, Liga e Premier, vanno considerate superpotenze pur senza blasone.

Nuovi sogni e gerarchie stravolte

L’Europa del domani è già un meraviglioso presente per quattro italiane, pronte ad avventurarsi in un lungo viaggio da settembre a gennaio dove non ci sarà un attimo di respiro, in attesa della quinta forza che il ranking Uefa ci donerà e – perché no – di una possibile sesta se l’Atalanta dovesse conquistare l’Europa League terminando la Serie A al 5° posto. Alle certezze Inter e Milan, si sono aggiunte domenica sera due divine commedie: quella della Juve, reduce da un anno in purgatorio per la squalifica dell’Uefa, e quella del sorprendente Bologna, che per la prima volta dopo 60 anni tornerà a calcare il palcoscenico più prestigioso del mondo. In Emilia si divertiranno da matti, ma anche a Milano (su entrambe le sponde) e a Torino. E poi chissà se pure a Bergamo e Roma, tutte nella stessa condizione: l’abbandono della tradizionale fase a gironi stravolgerà le gerarchie, equilibrando l’intera competizione. Solo il tempo ci dirà se quelle favole del recente passato in stile Roma (2018), Ajax (2019) e Lione e Lipsia (2020) in questo modo spariranno, oppure se troveranno nuova linfa. Chi non ha nulla da perdere può davvero sognare notti indimenticabili e tutti i tifosi avranno la possibilità di assistere a partite di cartello già dalla prima fase, senza dover aspettare ottavi e quarti, proprio come i fautori della Superlega sostenevano fosse necessario per mantenere vivo l’interesse delle coppe europee. Ognuno farà il proprio percorso – ognuno diverso – ma per chiunque la nuova Champions rischia di diventare un rebus complicatissimo e affascinante da risolvere.


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