La Milano-Sanremo di Ibra: quattro modi per andare al Festival

La logistica che riguarda la presenza di Zlatan è ancora un’incognita: si valuteranno auto, elicottero o aereo privato. Ma se alla fine restasse ad allenarsi in Riviera?

Con l’avvicinarsi dell’evento, aumentano le domande. Anche perché latitano le risposte. Ibra a Sanremo: con quali modalità? Come sarà gestito? E non parliamo tanto di ciò che avverrà sul palco – quella può assolutamente rimanere una piacevole sorpresa da scoprire all’ultimo e affidata alla fantasia di Amadeus e Fiorello –, quanto della logistica. Il contratto di Zlatan con la Rai prevede la partecipazione a tutte e cinque le serate del Festival, che si svolgerà da martedì 2 a sabato 6 marzo. In quel periodo il Milan sarà impegnato domenica 28 febbraio a San Siro con la Roma, mercoledì 3 marzo sempre in casa con l’Udinese (orario da definire) e domenica 7 marzo alle 15 a Verona. Ma davvero tutte le sue serate saranno in presenza sul palco? Nelle scorse settimane Amadeus aveva fatto chiaramente capire di aspettarsi uno Zlatan in carne e ossa, mentre negli ambienti rossoneri qualcuno magari ipotizzava una via di mezzo, tra presenze e collegamenti video. Ad ogni modo occorrerà capire quale sarà la logistica per poter garantire Ibra dal vivo sul palco. Su questo aspetto la prossima settimana è prevista una riunione operativa tra organizzazione del Festival e Milan. Quindi al momento si possono soltanto fare delle ipotesi. Le strade praticabili sono grosso modo quattro. Proviamo ad analizzarle, con i pro e i contro, partendo da un presupposto che dal Milan tengono a sottolineare con molto vigore: Ibrahimovic non salterà nemmeno una partita.

In auto

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È l’opzione probabilmente meno praticabile. Da Milanello all’Ariston sono oltre tre ore e mezza di macchina e questo significa oltre sette ore di trasferimento tra andare e tornare. Per quanto possa essere utilizzato un mezzo spazioso, comodo, con sedili magari trasformabili in un letto, resta comunque un viaggio stancante. Senza considerare le svariate incognite in termini di traffico, eventuali chiusure improvvise dell’autostrada e i numerosi lavori in corso sulla tratta ligure.

In elicottero

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È stata una delle prime opzioni di cui si era parlato. I pro sono evidenti: il mezzo è veloce e va praticamente da “porta a porta”, soprattutto considerando che a Milanello è installato un radiofaro (serviva per l’elicottero di Berlusconi) e che quindi Zlatan potrebbe finire di allenarsi e salire direttamente sull’elicottero. Sulla carta sarebbe l’opzione migliore, ma il contro è di un certo rilievo: la stagione è ancora quella invernale, nebbia o maltempo sono sempre in agguato e oltre certe condizioni atmosferiche gli elicotteri non possono volare.

In aereo

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Opzione praticabile, anche se non così rapida come potrebbe sembrare. Si tratterebbe di andare da Milanello a Malpensa e da Malpensa a Nizza, ovviamente con un volo privato. Dall’aeroporto della Costa Azzurra a Sanremo si impiega circa un’ora. I pro sono evidenti: non c’è maltempo che tenga o eventuali ritardi nel decollo. Contro: come detto, tempistiche non rapidissime e, ovviamente, stiamo parlando della formula più costosa.

… e fisso a Sanremo

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Chissà che alla fine non diventi l’ipotesi più logica. E cioè trasferire Ibra a Sanremo per tutta la durata del Festival, ovvero facendolo allenare in loco, magari assieme a un preparatore inviato dal Milan (anche se Zlatan sarebbe perfettamente in grado di gestirsi da solo il lavoro). In questo caso l’unico trasferimento sarebbe quello per Milan-Udinese di mercoledì 3 marzo, in modo da poter essere a San Siro e fare poi ritorno in Riviera. I pro sono evidenti, soprattutto considerando che la sera all’Ariston il sipario cala tardi (dopo mezzanotte nelle serate normali e intorno all’1.30 in quella finale). I contro in questo caso sarebbero più di ordine “filosofico” e magari di spogliatoio, ovvero un giocatore – anzi, “il” giocatore – che trascorre un’intera settimana di lavoro lontano dal centro sportivo per onorare un contratto televisivo personale che nulla ha a che fare con la sua professione.

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