La lezione di Dionisi e un Lecce “galattico”

IL GIOCO DI DIONISI E IL RIGORE ALLA SPAL – Acora rimontata, trattenuta per il lembo della maglietta, ostacolata con tutte le peggiori tattiche possibili, la capolista, però, non si batte. Al massimo è possibile rallentarla, ma da 17 giornate non conosce sconfitte o semplici difficoltà. E, se non definitivamente in fuga, Dionisi continua a dominare la stagione nel gioco, micidiale, bellissimo e concreto. E allora poco importa che il rigore assegnato alla Spal da Mariani faccia di nuovo urlare il presidente Corsi, benché il fischietto di Aprilia potrebbe aver sanzionato non l’intervento di Romagnoli, che evidentemente è sulla palla, ma una spintarella alle spalle dell’accorrente Segre. Altrimenti, posizionato com’è l’arbitro a ridosso dell’azione incriminata, bisognerebbe dare ancora ascolto ai cattivi pensieri o aggrapparsi alle ingiustizie patite anche dalla Spal che hanno sottratto punti preziosi a Floccari e compagni. E allora teniamoci come spot di questo torneo il finale batticuore del “Mazza” durante il quale le due contendenti hanno provato a superarsi comunque, laddove tutto avrebbe consigliato prudenza e di godersi il reciproco punto a portata di mano.

BAGARRE PER LA A: IL LECCE E’ GALATTICO – Troppo ghiotta, in verità, l’occasione di riaprire i giochi per la promozione diretta tornata contendibile anche per lo scivolone del Monza in casa nell’anticipo con lo spigoloso Pisa di D’Angelo. In attesa del risultato del Chievo di Aglietti, atteso a Brescia da un vibrante testacoda contro Clotet, ultima invenzione di Cellino in panchina, qualcosa lassù pur si muove. Fanno festa grande, infatti, il Cittadella che sorprende il Pordenone e ricaccia Tesser ai margini dalla zona playoff, ma anche il redivivo Lecce di Corini capace di passare allo “Zini” contro l’indecifrabile Cremonese di Pecchia con un “galattico” Rodriguez. Il gioiellino arrivato nel Salento dal Real Madrid prima propizia l’autogol di Castagnetti, poi si prende tutto con un gol che fa sussultare il presidente Sticchi Damiani in tribuna e l’impassibile direttore Corvino che aveva dimenticato certe passioni cadette di cui farebbe volentieri a meno. Alla fine il Lecce c’è e questa è l’unica cosa che conta con una classifica che comprime 7 antagoniste in 4 punti e tutto può ancora accadere per la A diretta.

ZANETTI E LA CRISI DEL VENEZIA – Dove punta il Venezia rivelazione e tutt’altro che contento solo di pacche sulla spalla o di belle parole. Zanetti vince facile all’Adriatico e certifica l’esonero di Breda (Di Biagio o Grassadonia con Campagnaro e Sansovini le soluzioni valutate con Calori, vecchio pallino di Sebastiani dai tempi di Zeman). All’appello manca la Salernitana di Castori che colpisce una clamorosa traversa con Tutino su rigore (2º sbagliato) e deve incassare il 4º pari di fila contro un Vicenza di Di Carlo che, a vederlo così organizzato e battagliero, viene da chiedersi cosa ci faccia laggiù.

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