La Lega Serie A studia la media company. Casini: “Più fondi interessati”

Ai club, riuniti in assemblea, è stato consegnato un documento da approfondire: per fine novembre la decisione

Strutturare la Lega di Serie A in una media company e poi, eventualmente, aprire alla partnership con i fondi. Nell’assemblea di ieri si è discusso del primo punto: oggi esiste una struttura, quella di Lissone, che produce i contenuti del campionato. Ma che non opera nella distribuzione e soprattutto non ha una sua specifica organizzazione giuridica. Spiega Lorenzo Casini, al vertice della Lega: “È stata presentata un’informativa sul progetto, partito ormai due anni: è stato ripreso per capire quali sono i pro e i contro di tutte le attività. La Lega dal punto di vista oggettivo è già una media company, bisogna capire quanto è importante avere una forma organizzativa diversa”.

Documento

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Dalla Lega è stato consegnato ai club un documento con tutti i dettagli della questione: “Le società lo esamineranno, poi alla fine di novembre, dopo altri incontri e riunioni, si deciderà se andare avanti sul progetto o se fare delle scelte diverse”. Progetto che può essere collegato alla riapertura ai fondi d’investimento internazionali, che garantirebbero la liquidità necessaria alla costituzione della media company e non solo. Continua Casini: “La Serie A non ha ricevuto vere e proprie offerte dai fondi, per cui non ci sono cifre. Ci sono state manifestazioni di interesse da parte di numerosi soggetti a dimostrazione che la Serie A è un investimento importante e con margini di crescita. Su questo il clima in assemblea è molto buono, i prossimi mesi saranno decisivi per il futuro”. La costituzione della media company, eventualmente, “renderebbe la Lega ancora più attrattiva per nuovi investitori, ma c’è tutto un percorso da compiere”.

L’assemblea di ieri ha approvato il bilancio al 30 giugno 2022. I club inoltre concordano sulla necessità di chiedere una modifica dell’attuale legge Melandri per aumentare la validità del bando sull’assegnazione dei diritti televisivi nazionali senza più il limite temporale dei tre anni, come già succede per i diritti esteri: per le società potrebbe invogliare nuovi possibili investitori. Non si è invece arrivati all’elezione del Consigliere di Lega mancante, dopo l’uscita di scena di Tommaso Giulini, presidente del Cagliari, retrocesso l’estate scorsa: Rebecca Corsi, vice presidente dell’Empoli, ha ottenuto 7 voti, Lotito (non eleggibile in quanto già consigliere, 2), 11 le schede bianche. Nella prossima votazione serviranno ancora 14 preferenze per arrivare alla nomina, 11 nella terza. Infine l’ombra della Superlega tornata d’attualità. Chiude Casini: “Eravamo stati avvisati. Seguiamo con interesse e preoccupazione l’evolversi della vicenda, nel momento in cui si dovesse percepire un danno per i campionati nazionali”.

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