La Lazio studia Kamenovic: dalla Serbia Under 21 al suo idolo Kolarov

Il consiglio arriva da Mateja Kezman: il manager di Milinkovic e Marusic segue spesso le partite della Lazio e conosce i problemi nati sulla fascia sinistra. Inzaghi è preoccupato, il nodo va sciolto entro la metà di gennaio: c’è incertezza sul recupero di Lulic, assente dal 5 febbraio a causa di tre operazioni alla caviglia. Simone lo aspetta, considera il bosniaco il rinforzo perfetto. Manca un esterno da 3-5-2 in grado di alternarsi con Fares, in vista del girone di ritorno e dell’ottavo di Champions con il Bayern Monaco. Kezman ha creato nel tempo un rapporto di collaborazione con la Lazio e ha suggerito al direttore sportivo Tare un giovane serbo: si chiama Dimitrije Kamenovic, ha vent’anni, gioca nel Cukaricki (club di Belgrado) e fa parte della nazionale under 21 allenata da Ilija Stolica.

LE CARATTERISTICHE – Fisico alla Kolarov, un metro e 88, mancino, potenza, corsa, progressione, cross: è un talento, può rappresentare un investimento intelligente, low-cost, in un mercato soffocato dalla grave crisi provocata dal Covid. Costa meno di due milioni, ha un contratto fino al 2022, è gestito da Kezman. Come era capitato a Kolarov, ha trovato nel Cukaricki la possibilità di farsi conoscere. Diciassette partite da titolare in questa stagione nella Superliga serba: un gol contro lo Spartak Subotica e due assist nelle gare con l’Indjija e il Novi Pazar. La Lazio ha ricevuto una serie di video su Kamenovic, in grado di muoversi anche sul centro-sinistra in una difesa a tre, da marcatore puro: sta riflettendo, vuole valutare le condizioni di Lulic e le altre opportunità che potrebbero nascere sul mercato nei prossimi giorni, tra le quali spicca quella che porta a Domagoj Bradaric, classe 1999, croato del Lille.

LA STORIA – Kamenovic è arrivato al Cukaricki nel 2015: aveva offerte anche dalla Stella Rossa e dal Partizan. Una scelta condivisa con suo padre Zoran. Da bambino aveva giocato nel Radnicki di Pirot, faceva l’attaccante. Al Cukaricki è stato seguito, a livello giovanile, dai tecnici Mihajlo Jurasovic e Velicko Kaplanovic. “Stella Rossa e Partizan sono club che vantano una nobile tradizione, ma il Cukaricki è una società ideale per un ragazzo che deve crescere”, ha detto Kamenovic. Il suo modello è Kolarov, che fu portato proprio alla Lazio nel 2007 dall’ex ds Walter Sabatini: giocava nell’Ofk Belgrado, ma era stato lanciato dal Cukaricki. Kamenovic indossa la maglia numero 16 e viene utilizzato anche come terzino nel 4-2-3-1 di Dusan Djordjevic, l’allenatore che ha preso il posto – alla fine di settembre – di Aleksandar Veselenovic, decisivo per la crescita di Kamenovic, nato il 16 luglio del 2000 a Pirot, piccola città nel sud-est della Serbia, quasi al confine con la Bulgaria. Il Cukaricki, che porta il nome di un quartiere di Belgrado, è la grande novità della Superliga, è quarto in classifica con 35 punti in 19 giornate, sogna la qualificazione in Europa League, mentre è fuori dalla corsa per il titolo: la Stella Rossa, guidata da Dejan Stankovic, è al comando a quota 53 e sta correndo verso la conquista del secondo “scudetto” consecutivo.

LA TRADIZIONE DELLA LAZIO – Kamenovic ha esordito in campionato il 10 marzo del 2019 contro la Dinamo Vranje (0-0): l’allenatore era Simo Krunic. Ha giocato quarantaquattro partite da professionista. In Serbia viene considerato il possibile erede di Kolarov. Si è distinto in passato nelle nazionali under 17 e under 19. Kamenovic consentirebbe alla Lazio di riportare Marusic sulla fascia destra, al suo ruolo naturale di vice Lazzari. E nel club biancoceleste rinnoverebbe anche la lunga e prestigiosa tradizione dei giocatori serbi: da Jugovic a Stankovic, da Mihajlovic a Kolarov (passato in estate all’Inter dopo l’avventura nella Roma), fino a Basta e Milinkovic-Savic. 

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