La Lazio si sente già danneggiata: quali sono i tre episodi che contesta

ROMA –  Un incontro ravvicinato. Lotito aveva aperto il dialogo con i vertici arbitrali già prima di Torino, subito dopo i gol annullati a Zaccagni e Guendouzi a Napoli, il martedì successivo (5 settembre). Il presidente s’era incrociato in Campidoglio con il capo degli arbitri, Gianluca Rocchi, entrambi avevano presenziato al Memorial Vincenzo Orlandini organizzato dalla sezione romana dell’AIA. C’è un video, pubblicato ieri sul sito del Corriere dello Sport-Stadio, che testimonia il colloquio. Si vede Lotito che marca stretto Rocchi nella Sala della Protomoteca, ricolma di gente. Parla il presidente, con il tono clemente e l’aria professorale. Rocchi ascolta con disponibilità e spirito di sopportazione, replica con gentilezza. Lotito fa riferimento a fuorigioco attivo e passivo. Il dialogo, si percepisce, verte sugli episodi di Napoli e analoghi. Al Maradona l’arbitro era Colombo, il Var Di Paolo. Fu annullato due volte l’1-3, sempre dopo intervento del Var. Prima a Zaccagni, poi a Guendouzi. La Lazio s’era lamentata soprattutto per il gol del francese, annullato per fuorigioco di Zaccagni, considerato in posizione attiva. Fu spiegato che Di Lorenzo aveva intercettato il pallone (poi finito sui piedi di Guendouzi) dopo essere entrato in contatto con Zaccagni, poi pescato in fuorigioco. Aveva impattato su Di Lorenzo. La Lazio ancora prima, nel match perso in casa contro il Genoa, s’era lamentata per l’arbitraggio di Marinelli. Intervento di Bani da dietro, in scivolata, su Zaccagni: contatto tra il ginocchio sinistro del giocatore rossoblù e il piede destro dell’attaccante biancoceleste. Nessun segnale dal Var Mazzoleni. Per un errore della regia che curava la messa in onda della partita, le immagini dell’episodio erano finite sui maxischermi dell’Olimpico, visibili a tutti. Apriti cielo. Prima ancora del contatto Bani-Zaccagni la Lazio aveva protestato per la spinta di Dragusin su Immobile. Un rigore, almeno uno, mancato con il Genoa. Il gol di Guendouzi, almeno questo, annullato contro il Napoli. E poi il piede di McKennie dentro-fuori la linea del fallo laterale e il metro arbitrale deciso da Maresca nel secondo tempo di Juve-Lazio, implacabile con i bianconeri. Il cambio di direzione, ad avviso dei biancocelesti, ha fatto sospettare una sensazione di compensazione.  

Il conto della Lazio con gli arbitri

Sono le lamentele della Lazio, comprendono tre partite di campionato su quattro. E siamo all’inizio. La società si sente già danneggiata. Lotito, da uomo delle istituzioni sportive e ancora di più adesso che è senatore, sceglie sempre i canali preposti per eventuali rimostranze. La Lazio a Torino è rimasta in silenzio, su ordine del diesse Fabiani per evitare di aggiungere danni alla beffa. Sarri parlerà oggi, alla vigilia della Champions. Si vedrà se eviterà l’argomento arbitrale o ci tornerà. Luis Alberto, già dopo Napoli, era stato duro e il suo attacco non era piaciuto agli arbitri: «Devono venire arbitri con personalità sennò ti ammazzano il lavoro della settimana». Lotito s’è tenuto la rabbia in corpo. E’ trapelata solo l’insoddisfazione per l’atteggiamento della squadra a Torino, a cui non vuole concedere alibi. In tema di arbitri tornano alla mente le parole del presidente pronunciate sempre nel corso del Memorial Vincenzo Orlandini: «Se oggi voi giovani arbitri avete a disposizione certe tecnologie, come goal line technology e Var, e anche lo sponsor sulla maglia, è anche per il mio contributo. Ho sempre pensato che l’arbitro è al di sopra delle parti. Confidiamo in voi. E’ tutta una questione di passione, non di coraggio. Io mi auguro che voi continuiate su questa strada ». Se lo augura di più. 

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