La Lazio, Immobile e Sarri tra sogni e bisogni

Il posto in Champions è il vero obiettivo della Lazio per quest’anno. Non sarà facile, la concorrenza è elevatissima, ma prima del tracollo di Torino contro la Juve datato 13 novembre, la squadra biancoceleste era in media perfetta per restare tra le prime quattro. Che cosa sarà cambiato da quel giorno fi no ad oggi? Lo vedremo subito a Lecce, alla ripresa del campionato, ma già la certezza di avere Ciro Immobile a tempo pieno fa la differenza: da ottobre il capitano non ha quasi più giocato, ovvio che al nuovo anno la Lazio chieda alle “stelle” di proteggere il suo giocatore più importante, l’unico insostituibile, tanto è vero che dall’addio di Caicedo l’attaccante non ha più avuto un vice, se consideriamo il fallimento precoce dell’investimento su Muriqi. Immobile in forma può garantire a Sarri gol e rendimento, perché della presenza di Ciro si giovano anche gli esterni, da Pedro a Felipe fino a Zaccagni.

Da Immobile a Dybala: il capodanno dei calciatori di Lazio e Roma

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La qualificazione Champions, ovviamente, passa proprio dal capitano, ma non solo, perché se al 2023 i tifosi chiedono di entrare nelle prime quattro, non si possono considerare meno importanti le presenze di Milinkovic e Luis Alberto, gli altri in grado di creare la distanza. E qui si entra in un argomento doppiamente delicato, perché Sergej ha espresso il desiderio di andare via, tra gennaio e giugno, per competere a livelli più alti di quelli che Lotito e la Lazio sono in grado di garantirgli, mentre lo spagnolo vuole cambiare aria per non doversi più confrontare con Sarri, che gli riconosce la qualità ma non la quantità di cui avrebbe bisogno, tanto da preferirgli il più schematico Vecino. Per un girone di ritorno all’altezza delle prime della classe, la Lazio e il suo allenatore dovranno fare chiarezza: Luis Alberto dentro o fuori? Noi pensiamo che in giro ci siano pochi giocatori con il suo talento, e potrebbe certificarlo anche Immobile che degli assist del Mago si è giovato eccome, ma è chiaro il carattere può diventare un problema per un sergente di ferro come Mau. Possibile creare la condizione di convivenza? Difficile stabilirlo, perché nessuno ha accesso al gruppo squadra, oltre a Sarri e ai suoi collaboratori: dall’addio di Peruzzi in poi, non c’è più stato un uomo cuscinetto, un mediatore tra giocatori, allenatore e società, in grado di gestire i rapporti tra le parti e le conseguenze si vedono anche se Lotito continua a definire la Lazio una famiglia.

Al 2023 potremmo esprimere altri due desideri per accompagnare la squadra verso i traguardi che merita. L’Olimpico pieno, come nei mesi che hanno preceduto la sosta mondiale, perché la spinta dei tifosi può diventare decisiva, e un Sarri più sereno quando affronta le sfide infrasettimanali che tanto contesta. Conference League e Coppa Italia possono diventare dei bersagli da centrare, se i due tornei verranno affrontati con la stessa competitività che la Lazio ha dimostrato di avere in campionato: è vero che Mau pretende tanto e che non si possono mantenere gli stessi ritmi tre volte a settimana, ma ci sono anche giocatori che possono essere alternati per mantenere alta la tensione agonistica. Il Sarri che piange perché si gioca troppo non ci piace, può creare alibi a una squadra che è uscita dall’Europa League in un girone davvero abbordabile: vada spavaldo anche verso le coppe, ci sarà da divertirsi.

PS. Non ho espresso desideri di mercato (al tecnico servirebbero un terzino, un vice Immobile e forse anche un portiere…) perché i conti della Lazio non consentono a Lotito di muoversi: come sempre, l’indice di liquidità è negativo e il nuovo debito con l’Erario (pesantissimo e già rateizzato) non autorizza sogni speciali.

Cadice, cresce l'interesse per Luis Alberto

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