La Juve sa vincere solo se fa almeno due gol. Ma chi segna?

Dai problemi dell’attacco al contributo degli altri reparti passando per l’incapacità di vincere anche di misura, con il sesto attacco del campionato “marcatori cercasi” per Pirlo per continuare a cullare ambizioni di scudetto

La mancanza nel bagaglio di Pirlo di qualche italico successo 1-0 è una parte del quadro complessivo bianconero in cui su 20 successi stagionali (nei tempi regolamentari), solo tre sono arrivati con un solo gol di scarto: il ritorno col Ferencvaros, Torino e l’andata con l’Inter, tutti in rimonta. Non si scappa: in stagione la Juve ha vinto solo partite in cui ha segnato almeno due gol. Quando si è fermata a uno ha solo perso (Porto) o pareggiato (Crotone, Verona, Lazio, Benevento, Atalanta).

A caccia di gol

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Il punto è che questa Juve, per come è nata e si è formata, per vincere deve segnare almeno due gol. Così il tema di attualità diventa: chi segna questi due gol a partita? Si dice che con Ronaldo si parte da 1-0 e, al di là della “media del pollo” di Trilussa, i numeri lo confermano: 23 gol in 27 presenze, 16 su 18 in A. Ma l’altro gol chi lo fa? Test a risposta multipla in cui i fatti delle ultime settimane impediscono di barrare la prima e più naturale risposta: i compagni di reparto.

L’attacco

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I dati sono quelli che si ripetono da sempre: Alvaro Morata non segna in campionato dal 19 dicembre, suo unico gol in Serie A dal 28 novembre, e ormai son quasi tre mesi; anche l’ultima rete di Dejan Kulusevski arrivò in quella goleada a Parma di due mesi fa, che nel suo caso è l’unica marcatura dal 25 ottobre (col Verona), e ormai son quasi quattro mesi. Il fatto che nel frattempo abbiano segnato in coppa Italia (ma nei primi due turni) non sposta di molto le valutazioni su di loro. L’ultimo a segnare in campionato, con l’Udinese il 3 gennaio, è stato paradossalmente Paulo Dybala, che però non gioca da 40 giorni.

Gli altri reparti

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Ma dagli altri reparti? E’ un dato di fatto che le fiammate, non solo realizzative ma soprattutto di energia e freschezza, di Federico Chiesa (9 gol) e Weston McKennie (4) siano coincise con alcuni dei momenti più convincenti della stagione di Pirlo, quelli in cui la Juve è sembrata più compiuta. A gennaio un paio di lampi di Ramsey, a inizio stagione un altro paio di Bonucci ma qui si tocca un altro aspetto: la capacità di generare occasioni, e reti, anche su palla inattiva. È un dato di fatto che i bianconeri al momento hanno solo il sesto attacco più prolifico del campionato. Tra Ronaldo fermo a un gol nelle ultime cinque partite, il compagno d’attacco, il contributo degli altri reparti o la capacità di vincere anche 1-0, qualcosa in questo momento manca.

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