La Juve, il filone agenti e la prova regina “ampiamente ridimensionata”

TORINO Siamo di nuovo lì: vai a spiegare, adesso, che il filone d’accusa sui “mandati fittizi agli agenti” – uno dei tanti refoli dell’inchiesta Prisma nella quale è stata coinvolta la Juventus e i suoi dirigenti – non ha retto e che tutti i procuratori coinvolti sono stati assolti. Lo ha comunicato ieri la Commissione Federale Agenti Sportivi a cui la Procura federale, che aveva ipotizzato gli illeciti, aveva trasmesso gli atti poiché gli agenti non sono tesserati e quindi non possono essere giudicati dai Tribunali federali.

La sentenza di proscioglimento

Ieri è arrivata la delibera di proscioglimento nei confronti di Davide Lippi, Gabriele Giuffrida, Filppo Galli, Giorgio Parretti, Antonio Rebesco, Luca Ariatti, Silvio Pagliari, Michele Fioravanti, Luca Puccinlli, Tullio Tinti e Vincenzo Morabito “dalle incolpazioni ascritte, con conseguente non incolpazione di alcuna sanzione”. La vicenda, ricordiamo, riguarda un rivolo dell’Inchista Prisma portata avanti dalla Procura della Repubblica di Torino che, tramite ispezioni e intercettazioni, si era convinta dell’esistenza di “mandati fittizi” ai procuratori. Atti poi trasmessi alla Procura federale di Roma, che aveva formulato l’accusa di “mandati conferiti in assenza di una reale attività di intermediazione dell’agente”. Gli atti sono stati trasmetti il 12 aprile dello scorso anno alla Commissione che ha svolto gli approfondimenti di indagine, raccolto le tesi difensive degli agenti coinvolti, ascoltato il dirigente bianconero Federico Cherubini e proceduto ad altre verifiche.

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