La Juve divora centrocampisti. E Mac Allister…

Da Emre Can a Pogba. Da Ramsey a Paredes. E, in mezzo, Rabiot, Arthur, McKennie e Locatelli, perfino Zakaria. Nell’ultimo lustro la Juve ha preso un’infinità di centrocampisti, addirittura una decina, eppure non ha mai avuto un centrocampo.

Disarmante

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Curioso? Disarmante, soprattutto: com’è possibile avere mosso tanti uomini – e anche tanto denaro – senza trovare una soluzione? Per carità, nessuno pretendeva che si tornasse ai tempi d’oro, quelli della prima finale di Champions firmata Allegri: Marchisio, Pirlo, Vidal e Pogba (il vero Pogba, mica questo) tutti insieme. Troppa grazia. Fra il troppo e il quasi niente di queste ultime stagioni, però, deve esserci una via di mezzo, magari non straordinaria però buona, accettabile. Macché.

Altro che scarti

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L’aspetto più strano della vicenda non è l’incapacità della Juve di costruire un centrocampo di alto livello, ma la capacità del mondo bianconero di divorare calciatori importanti in quel settore. Per capirsi: non è che a Torino abbiano preso scarti, riserve, giocatori modesti dall’ingaggio ridotto per rimediare all’addio degli ultimi grandi, Pjanic e Khedira. Nient’affatto. Anzi, si è cercato di andare sul sicuro, investendo cifre ragguardevoli per pagare gli stipendi a alcuni dei centrocampisti più celebrati d’Europa. Il guaio è che, quando sono arrivati, si sono tutti smarriti, alcuni in modo clamoroso. Prendete Ramsey: si sapeva che aveva qualche problema fisico, con acciacchi frequenti, ma nessuno poteva immaginare che diventasse un peso non solo per il salario (oltre 7 milioni netti ) bensì anche per i comportamenti. Oppure Emre Can: chi avrebbe dubitato di lui? Fino agli episodi più recenti, ancora sotto i nostri occhi: il ritorno di Pogba, sognato dal giorno in cui era stato venduto a oltre 100 milioni allo United, e l’arrivo di Paredes, finalmente un regista in una squadra che non ne aveva avuto uno dai tempi di Pjanic (Arthur nel ruolo aveva fallito). Ebbene, anche il francese e l’argentino sono svaniti. Puf. Chiamatela maledizione, se volete.

Loca e Bentancur

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Una maledizione alla quale ha provato a sottrarsi Locatelli, senza riuscirci fino in fondo: si è dimenato, ha combattuto, ha cercato di invertire la rotta, ma il calciatore pulito e concreto che abbiamo ammirato nel Sassuolo non lo abbiamo più visto. Se vogliamo, pure Bentancur può essere inserito nell’elenco di cui sopra: è stato portato in Italia all’indomani della seconda finale allegriana di Champions, estate 2017, ma nella Juve non ha mai convinto fino in fondo; al Tottenham con Conte è diventato subito leader.

Signora, che fascino

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Pochi mesi dopo avere ricostruito per l’ennesima volta il centrocampo, la Juve è pronta a ribaltarlo di nuovo. L’uomo scelto per provare a sistemare il reparto è Mac Allister il quale – dopo un Mondiale da protagonista – ha fatto sapere di ricambiare l’interesse bianconero: la Signora ha ancora fascino. Se l’argentino vedrà la fine che hanno fatto coloro i quali sono passati da quelle parti negli ultimi anni, magari gli verrà un piccolo dubbio. Ma è un combattente, non si tirerà indietro.

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