La concorrenza di Jovic esalta Giroud: col gol a Empoli sono 14 stagioni di fila in doppia cifra

Olivier torna a segnare dopo un mese, e il serbo resta in panchina. Moncada: “Abbiamo due 9 che fanno bene, li sfrutteremo”

Dal nostro inviato Luca Bianchin

8 gennaio 2024 (modifica alle 13:32) – MILANO

La guida turistica del signor Olivier sarà presto in libreria in edizione aggiornata. Nuovo capitolo: Empoli, all’incrocio tra storia e leggenda. Olivier Giroud nella sua vita ha segnato a Wembley, Anfield e Old Trafford (britannica nobiltà) ma anche al Francis-Le Blé di Brest, all’MKM di Hull, all’ETO Stadion di Győr (provincia europea varia). Empoli gli mancava e Oli G ha risolto in extremis, forse all’ultima occasione. Ha messo il pallone sul dischetto e, dieci secondi dopo, quasi all’incrocio. Traversa, gol, 2-0. Visione positivista: gran rigore, non lo avrebbero preso neanche Goycoechea 1990 e Donnarumma 2021. Visione pessimista: gran rischio. Per capire il legame con la storia, invece, servono un paio di numeri. 

Uno su mille

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Giroud non ha fatto molto altro nella sua partita ma, con quel rigore, è arrivato in doppia cifra stagionale. Nove gol in campionato, uno in Champions. Un’abitudine: dal 2010, quando ha cominciato a giocare nei cinque grandi campionati, ci è sempre riuscito. Quattordici stagioni su quattordici con almeno 10 gol tra Montpellier, Arsenal, Chelsea e Milan. Tra i giocatori ancora impegnati nei cinque tornei top europei, non c’è riuscito nessun altro. Questa fa impressione. 

Dopo Lautaro

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A corollario, per gradire, due dati. Giroud è secondo tra i marcatori della A 2023-24 dietro a Lautaro e secondo per gol in trasferta. Se nell’anno dello scudetto è diventato una piccola leggenda rossonera per i gol a San Siro, in questo campionato si diverte a segnare lontano da Milano: Bologna, Roma, Napoli, Lecce, Bergamo, Empoli. Un po’ è casuale, un po’ forse no: in trasferta, dove il Milan fatica, Giroud serve di più. Quanto ai rigori, in A col Milan siamo a 9 su 9: perfetto. Ecco, in campionato… 

MILAN, ITALY - NOVEMBER 07: Olivier Giroud of AC Milan celebrates celebrates the win at the end of the UEFA Champions League match between AC Milan and Paris Saint-Germain at Stadio Giuseppe Meazza on November 07, 2023 in Milan, Italy. (Photo by Claudio Villa/AC Milan via Getty Images)

Borussia a Empoli

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Il rigore di ieri nasce a San Siro in una notte di fine novembre. Sul girone di Champions del Milan si possono fare varie valutazioni ma, anche all’interno della squadra, è opinione diffusa che la stagione europea sia girata con Milan-Borussia, partita che quasi tutti erano convinti di vincere. Il Milan è partito forte, meritava di segnare e ha avuto un’occasione XL: un rigore. Giroud lo ha calciato senza forza, Kobel lo ha parato e su San Siro si è scatenata la tempesta perfetta. Il Borussia ha avuto un rigore – questo segnato – e Oli è uscito dalla partita, visibilmente distrutto dall’errore. Mai visto così. 

Io e Luka

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Giroud, che nelle partite importanti di solito trascina, deve averci pensato anche ieri. E, per non sbagliare, ha calciato forte. L’esultanza aggressiva, quasi uno sfogo, spiega molto. La vita di un attaccante è strana, si vive per il gol e senza gol si accusa. Olivier non segnava da quasi un mese – 9 dicembre, con l’Atalanta – e un po’ di pressione deve averla sentita, per le difficoltà del Milan o la concorrenza di Jovic, mai avuta con Origi. Qualche milanista ieri prima della partita ha invocato Luka – ingrati – e Geoffrey Moncada, ai margini della partita, ha difeso entrambi: “Abbiamo Giroud e Jovic, sono i nostri numeri 9. Stanno facendo bene. Non possiamo cercare sempre giocatori sul mercato, abbiamo loro e dobbiamo sfruttarli”. 

Tra Frosinone e States

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Per quella storia del mercato, se ne riparla in primavera. Giroud è in scadenza, vuole decidere più avanti e ha una tentazione americana: la Mls. Potrebbe essere alla sua ultima stagione al Milan, probabilmente è all’ultima da 9 titolare, ma nessuno ora pensa a questo. Giroud ora un po’ gioca, un po’ riposa, e non può che fargli bene, considerato che nelle ultime partite è sembrato stanco. Mercoledì contro l’Atalanta comincerà quasi sicuramente in panchina (dentro Jovic) e tornerà titolare con la Roma. Alzando lo sguardo, già vede all’orizzonte le prossime trasferte: Udine e Frosinone, dove non ha mai segnato. Lo Stirpe, nella guida turistica, fa una gran figura.

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