La collina, la festa, un’unica testimonianza: gli umori di Torino dopo la bravata

La ricostruzione della serata di McKennie e compagni sembra avere contorni poco più leggeri rispetto alle prime ore, ma resta la bravata: in città non si parla d’altro

La zona della Collina lungo Strada Valpiana, alle spalle della Gran Madre, è piuttosto tranquilla. Molti calciatori la preferiscono da sempre al centro, proprio per la quiete dentro quel verde. McKennie la scorsa estate ha scelto la villa a tre piani che aveva da poco lasciato Pjanic: il centrocampista bosniaco aveva vissuto lì anche gli ultimi giorni da non juventino dopo il termine della stagione, a causa dell’isolamento obbligatorio per via della positività al Covid, prima di raggiungere Barcellona per la presentazione ufficiale. Anche Dybala si è trasferito da poco in quella zona con la fidanzata, Oriana, dopo aver vissuto nei primi anni di Juve in centro. La quiete che contraddistingue quell’area, però, nella tarda serata di mercoledì si è improvvisamente trasformata in tempesta. E per McKennie, Dybala e Arthur – sorpresi dai carabinieri oltre l’orario del coprifuoco con altre persone, proprio a casa del texano – è scattata anche l’esclusione momentanea dal gruppo squadra: per adesso senza un termine preciso.

PUGNO DURO

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Festa o cena tra amici – ha ribadito lo stesso Pirlo in conferenza stampa – “non era il momento di farlo per quello che sta succedendo nel mondo, non solo alla squadra. Non era il momento giusto per farlo per rispetto di tutti quelli che rispettano le regole. E non era il momento due giorni prima della partita. Volevo dare un segnale: siamo degli esempi ed è giusto che ci comportiamo da esempi”. I provvedimenti del club per ora tengono banco nelle discussioni tra i tifosi. Indignati, chiaramente, per quanto avvenuto. E allo stesso tempo arrabbiati perché in casa Juve – dove nel frattempo si sono anche palesate le positività al Covid di Bonucci e Demiral, è giunta ormai quasi inaspettata la squalifica di Buffon e si resta ancora col fiato sospeso fino all’esito dei prossimi tamponi – la vicenda fa piovere sul bagnato.

FATTO GRAVE

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In zona non si parla d’altro. Anche se col passare delle ore – e alcuni chiarimenti – la ricostruzione sembra avere contorni poco più leggeri rispetto alle prime ore. All’intervento delle forze dell’ordine, i protagonisti della bravata avrebbero mostrato la massima collaborazione. E, al netto della chiamata del vicino indispettito per il viavai di persone in villa poco prima, non si sarebbero aggiunte altre testimonianze per descrivere una serata di schiamazzi. Resta pur sempre un fatto grave in un momento storico che richiama alla massima attenzione, già nella vita di tutti i giorni e ancora di più ai calciatori che devono rispettare un protocollo interno; una mancanza di rispetto grave nei confronti di un club che garantisce ai propri lavoratori la massima prevenzione sanitaria per consentire lo svolgimento delle attività in sicurezza: non c’è spazio per le leggerezze.

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