La Champions “guarisce” la Juve: passeggiata in casa del Malmoe

La squadra di Allegri centra la prima vittoria della stagione nel debutto in Europa: gol di Alex Sandro, Morata e Dybala. E finalmente la difesa resta imbattuta

La Juve di Allegri riparte in Champions come sette anni fa: esordio in trasferta col Malmoe e vittoria, stavolta per 3-0. Come sette anni fa la squadra ha trovato in Europa il miglior antidoto a un avvio campionato da un punto in tre gare. Per il resto i parallelismi possono attendere: spoilerando il finale, nel 2014-15 i bianconeri vinsero lo scudetto e centrarono la finale Champions. Restando all’oggi, la squadra non ha entusiasmato ma ha fatto quel che doveva per vincere una gara da vincere a ogni costo, evitando in primis cali di concentrazione ed errori individuali. In chiaroscuro la prestazione dell’osservato speciale Dybala, che ha segnato il n. 102 in maglia bianconera, 16° in Champions. In positivo c’è da registrare il primo clean sheet della Juve dallo scorso marzo, nonché la prova sicura di Szczesny, seppur poco impegnato.

Tris in 45’

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La Juve, orfana degli acciaccati Chiesa e Bernardeschi, si presenta all’Eleda Stadium senza sorprese in formazione e con un approccio al match all’insegna della calma ragionata, quella che piace ad Allegri. Superata qualche titubanza iniziale, la squadra tiene bene il campo, mostrando sicurezza crescente contro un Malmoe, guidato in panca dall’ex Milan Tomasson, che cerca di rispondere a specchio, interrompendo il suo palleggio con qualche folata offensiva che non impensierisce Szczesny. Le due squadre iniziano dunque con una fase di studio, senza affondare i colpi con decisione. E pazienza se il ritmo è basso e l’aggressività langue. La prima conclusione della gara è un colpo di testa (alto) di Alex Sandro, quasi presagio del gol. L’attenzione in campo è massima, il brasiliano è un instancabile stantuffo sulla sinistra con Danilo pronto ad accentrarsi. Al 10’ la Juve costruisce la prima nitida occasione, con Dybala che manca l’impatto col pallone in area, su lancio di Morata. Rieks risponde con un destro affilato ma fuori bersaglio, prima che Alex Sandro, al 23’ faccia centro. Azione offensiva corale, Cuadrado crossa da destra, il brasiliano si tuffa e colpisce di testa… rasoterra. E’ l’1-0, la Juve si distende. E subito dopo va vicina al raddoppio, ancora con Alex Sandro che sfiora il palo, di sinistro, raccogliendo un bell’assist dalle retrovie di Bonucci. Ma non è finita qui: bis e tris arrivano nell’arco di due minuti, con Dybala che realizza un calcio di rigore al 45’ e Morata che fissa sul 3-0 il finale del primo tempo, sfruttando un assist di Rabiot. Era stato lo stesso spagnolo a procurarsi il penalty (fallo di Nielsen, ammonito), che l’argentino trasforma con doppio brivido: lui scivola al momento del tiro, Diawara in tuffo quasi quasi ci arriva di piede. La Juve c’è, il Malmoe sembra essersi squagliato col passare dei minuti.

Ora il Milan, poi il Chelsea

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La ripresa conferma l’impressione: gli svedesi hanno già offerto il meglio del repertorio, la Juve può limitarsi a controllare il match, in tutta disinvoltura. E secondo una modalità che dimostra di gradire: acciambellata nella sua metà campo, aspetta senza fretta il momento buono per ripartire e colpire gli svedesi in controtempo. Intorno al quarto d’ora la miglior esibizione del copione: scattano in tre, Cuadrado serve al limite di Dybala, che con un colpo di tacco libera Morata: la sua conclusione è respinta da Diawara. Il Malmoe non punge, la Juve fa girare palla e uomini: Kean subentra a Morata e McKennie a Bentancur, al 22’. Dybala inventa finalmente un tiro, che Diawara respinge non senza affanno, Kean trova anche il gol ma partendo in fuorigioco, mentre sull’opposta sponda Olsson regala a Szczesny l’occasione di battere un colpo. Nei minuti finali entrano anche Kulusevski e Ramsey, poi pure Rugani, giusto anche pensare un po’ al Milan di domenica. A Malmoe arrivano così i primi tre punti della stagione: una bella iniezione di ossigeno e autostima per la Juve. Ma contro il Chelsea, il 29 settembre, la prova sarà di ben diverso calibro.

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