La Champions continua a parlare tedesco. E al Chelsea gli esoneri portano bene…

Il trionfo di Tuchel arriva dopo quelli dei connazionali Klopp (2019) e Flick (2020). Il club inglese aveva già vinto la coppa nel 2012 con Di Matteo, che aveva sostituito Villas-Boas. Stavolta è saltato Lampard e la storia si è ripetuta

La Champions League continua a parlare tedesco: dopo Jurgen Klopp nel 2019 con il Liverpool e Dieter Flick nel 2020 con il Bayern Monaco, è la volta di Thomas Tuchel con il Chelsea. Era dagli anni Ottanta che tre diversi manager della stessa nazionalità non vincevano per tre stagioni consecutive la Coppa dei Campioni/Champions League. Quella volta il terzetto era inglese: Brian Clough del Nottingham Forrest (1980), Bob Paisley del Liverpool (1981) e Tony Barton dell’Aston Villa (1982).

da primato

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Già prima che Tuchel alzasse la coppa questa sera a Oporto, i tedeschi avevano lasciato il segno. Per la prima volta nella storia della Champions, infatti, quattro allenatori dello stesso paese avevano raggiunto i quarti nella stessa stagione: Edin Terzić (Dortmund), Jurgen Klopp (Liverpool), Thomas Tuchel (Chelsea) e Hansi Flick (Bayern Monaco). Tuchel ha anche “imitato” Klopp, vincendo la sua prima Champions l’anno dopo aver perso una finale. Klopp, con il Liverpool, nel 2018 ha perso 3-1 contro il Real Madrid a Kiev, ma poi nel 2019 è riuscito a trionfare a Madrid battendo il Tottenham 2-0 in un’altra finale tutta inglese. Tuchel, prima del trionfo di stasera, aveva invece dovuto subire l’amarezza della sconfitta alla guida del Psg, lo scorso agosto: 0-1 contro il Bayern guidato dal connazionale Flick.

riscatto

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Forse neppure lo stesso Tuchel avrebbe immaginato che, dopo essere stato esonerato dal Psg il 29 dicembre scorso, esattamente cinque mesi dopo sarebbe riuscito ad alzare al cielo la sua prima Champions alla guida del Chelsea. Ma al club inglese, evidentemente, portano bene gli esoneri. Nel 2012, infatti, fu cacciato a stagione in corso André Villas-Boas e il suo posto venne preso dall’italiano Roberto Di Matteo. Che portò la squadra alla prima vittoria della Champions, sconfiggendo nella finale di Monaco proprio i padroni di casa del Bayern ai rigori (1-1 dopo i 120 minuti). La storia si è ripetuta quest’anno: il Chelsea ha esonerato Frank Lampard il 26 gennaio e con Tuchel ha vinto di nuovo la coppa. Di Matteo era sfavorito, proprio come il tedesco. Corsi e ricorsi: il bello del calcio è anche questo.

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