Kvara in dubbio: le sue condizioni verso l’Atalanta e le alternative

NAPOLI – Dalla forte emozione a una forte contrattura è stato un attimo. Khvicha Kvaratskhelia, una delle anime della prima, storica qualificazione della Georgia all’Europeo e poi della festa nazionale andata in scena a Tbilisi dopo la vittoria ai rigori nella finale playoff, da ieri è anche un uomo ufficialmente in dubbio per la partita con l’Atalanta. Già: la peggiore prospettiva possibile, per i sogni di gloria e di coppa del Napoli.

Napoli-Atalanta, rifinitura thrilling per Kvara

Kvara è arrivato a Castel Volturno ancora ebbro di gioia e convinto di non aver accusato chissà quale problema muscolare al minuto 109 dell’olimpiade (supplementari) con la Grecia, e a conti fatti le sue sensazioni sono state confermate: «Forte contrattura all’adduttore sinistro», la diagnosi diffusa dopo gli esami effettuati in clinica. E ciò significa che se da un lato il pericolo di una lesione è stato ufficialmente scongiurato, avvalorando la validità del sonar che Khvicha ha nell’anima, dall’altro la sabbia nella clessidra è quasi finita. Inesorabilmente: la partita contro la Dea è domani e il tempo a disposizione per sciogliere il muscolo a furia di terapie e gestire le conseguenze eventuali è molto poco. Sia chiaro: la speranza di un recupero lampo esiste, non chissà quanto grande ma c’è, però l’ultima parola di questa storia cominciata martedì sarà scritta dopo il provino in programma oggi al centro sportivo di Castel Volturno. Sarà una rifinitura thrilling.

Kvaratskhelia in dubbio, Raspadori pronto

Se uno dei re del tridente alla fine si arrenderà, Calzona si giocherà il Jack. Raspadori: lui al posto di Kvara, con Politano a destra e Osimhen di nuovo dal primo minuto a recitare da centravanti. Per intenderci: la stessa formazione d’attacco esibita nelle prime due giornate di campionato contro il Frosinone e il Sassuolo, senza Kvaratskhelia. Il bacio della Dea come quello del destino, per Raspa: all’andata, a Bergamo, giocò dall’inizio al posto di Osimhen, un altro sovrano del tridente, e dunque da centravanti. Jack è reduce dalla tournée negli Stati Uniti con la Nazionale di Spalletti: un giro in Florida, un caffè a New York al Ribalta, capitale culinaria e calcistica dei tifosi del Napoli, e due partite. Due amichevoli: apparizione nel finale con il Venezuela e domenica 75 minuti contro l’Ecuador. Non ha segnato, non è certo la stagione più brillante sotto questo aspetto, ma l’ultimo dei suoi graffi in campionato è stato letale e anche fondamentale per continuare a credere nell’Europa: sulla pelle della Juventus, al Maradona, dopo il rigore di Osi respinto da Szczesny, con uno scatto da scugnizzo rapace che ha obbligato a rivedere il sistema delle mosse e delle contromosse di chi attacca e chi difende nelle situazioni dal dischetto. Bella storia. E bella soddisfazione tra le poche generali di una stagione in cui ha raccolto briciole in termini di continuità e, dicevamo, gol: complessivamente 5, 4 in campionato e uno in Champions.

Kvaratskhelia e Raspadori futuri papà

Il destino di Raspadori, insomma, è strettamente legato a quello di Kvaratskhelia: l’uno dipende dall’altro; dottor Jack o mister Kvara. Un po’ crudele, se vogliamo, o magari semplicemente il calcio, lo sport. La certezza è che comunque giocherà un futuro papà: sia Giacomo sia Khvicha si ritroveranno molto presto a spingere un passeggino. E in quel caso, beh, saranno in campo tutti i giorni.


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