Kusi-Asare, il baby che ha fatto innamorare l’Europa

Arriva al campo con lo zaino della scuola. Gira in autobus e in metropolitana. Ha sedici anni, è un centravanti, gioca nell’Aik e rappresenta la nuova attrazione del calcio svedese: si chiama Jonah Kusi-Asare, è nato a Solna, i genitori sono ghanesi. Intorno al suo cartellino si stanno muovendo tanti club di prima fascia. Il Bayern prova a chiudere l’affare, con l’idea di lasciare il ragazzo all’Aik fino al 2025, quando sarà maggiorenne. A livello fisico è già strutturato: un metro e 96, agilità e potenza. Sogna di diventare un altro Ibrahimovic. Ha già esordito nell’Allsvenskan, la serie A svedese. Quattro partite, 62 minuti in campo, il tecnico Henning Berg l’ha lanciato lo scorso 28 agosto contro il Varbergs Bols. Mentre nella nazionale Under 17, guidata da Roger Franzen, si è presentato il 27 settembre realizzando una tripletta nel match con la Moldavia, impegno valevole per le qualificazioni all’Europeo di categoria.

IL CONTRATTO – Jonah Kusi-Asare è stato blindato fino al 2026. Il 10 novembre, con una foto che ha fatto il giro dei social, ha firmato il primo contratto da professionista. È nato a Solna il 4 luglio del 2007, è un destro naturale. Protegge bene il pallone, ha una buona tecnica di base. Il Bayern ha offerto cinque milioni. Ma non piace solo al club tedesco. Il Psv Eindhoven ha aperto un dialogo con i dirigenti dell’Aik. E negli ultimi giorni è entrato in scena anche il Chelsea: operazione affidata al direttore sportivo Paul Winstanley, che è arrivato a Londra alla fine del 2022 dopo un ottimo lavoro svolto nel Brighton.


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