Kristensen, il vichingo antidivo: pochi social, vita semplice. I suoi segreti

Le stagioni di un calciatore possono cambiare in un batter d’occhio. Nel caso di Rasmus Kristensen in un quarto d’ora, con un due guizzi contro il Sassuolo assolutamente inaspettati. Prima procurandosi il rigore con una girata di tecnica e qualità in area, poi con un tiro che con la deviazione ha scavalcato Consigli infilandosi in porta. La fortuna che aiuta gli audaci, anche perché il suo destro strozzato sarebbe uscito di parecchio. E invece Rasmus è diventato all’improvviso l’eroe della serata, il migliore in campo (alla pari della Joya) per una performance tutta cuore, muscoli e determinazione. Quella che chiede Mourinho a chi entra in campo a partita in corso. Ci è riuscito alla grande, così poi quell’abbraccio allo Special One è stato quasi liberatorio oltre che un vero e proprio ringraziamento per l’aiuto datogli in questi mesi: «Mou concede a tutti una chance, prima o poi sai che lavorando sarai premiato. Un tecnico così non lascia mai nessuno dietro». Parole vere, sincere e tutte d’apprezzamento nei confronti di un allenatore che ne loda il carisma e il lavoro in allenamento. Come un po’ tutti dentro Trigoria.

Kristensen, il danese che piace a Mourinho

Ragazzo educatissimo, Kristensen a Roma fa una vita molto riservata. Fidanzata, qualche uscita con il connazionale Isaksen della Lazio, pochissimi social, praticamente nulla. A Trigoria ha conquistato tutti perché quando è stato eliminato dalla lista per l’Europa League non solo non se l’è presa facendo chiamare il procuratore come spesso accade in questi casi, ma si è messo ancora più sotto per cercare di avere un’occasione in campionato. A Mourinho piace perché parla poco e lavora tanto e, soprattutto, si è affidato completamente al tecnico portoghese. Sta studiando l’italiano, sta imparando la tattica del campionato e sta prendendo anche le misure a una grande piazza come Roma. Ai compagni piace perché, anche se gioca poco, è uno che in panchina si fa sentire: protesta quando tutti scattano in piedi per un fallo ed esulta quando, invece, c’è da gioire. In sintesi: Kristensen, che ha legato molto con Svilar e fidanzata, è uno che fa gruppo. Non a caso quando a Reggio Emilia ha deciso la partita tutti sono stati felici non solo per la vittoria, ma anche e soprattutto per il ragazzo. Per l’uomo. Che poi Kristensen debba ancora lavorare molto è noto, ma la strada sembra quella giusta. Anche perché il danese, 27 anni, la sta percorrendo con l’atteggiamento giusto. E questo fa sì che, pur giocando poco, sia entrato nelle grazie di Mourinho e dei suoi collaboratori che, quando c’è da lavorarci un po’ di più, lo fanno sempre con estremo piacere.

Nel mirino la Fiorentina

Il gol adesso può farlo ripartire. Il vichingo gentile ha segnato un gol che può cambiare questo finale di girone di campionato della Roma. Sono trascorsi 36 anni dall’ultima marcatura di un giocatore danese in giallorosso: l’ultimo fu Klaus Berggreen il 22 febbraio 1987, in Roma-Inter 1-0. Decisivo anche Kristensen, adesso lo dovrà essere anche contro la Fiorentina per mantenere il posto da titolare e mostrare i passi avanti. Tutti a Trigoria credono in lui, soprattutto Mourinho.


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