Koopmeiners, stella dell’Atalanta. Diavolo all’inferno, Di Bello e Valeri VARgogna

Per la quarta volta nelle otto stagioni gasperiniane, l’Atalanta si è qualificata alla semifinale di Coppa Italia dove incontrerà la Fiorentina. Nelle cinque sfide precedentemente disputate a San Siro per il trofeo tricolore, la Dea non aveva mai vinto. Ha infranto il tabù grazie a una splendida prestazione collettiva, esaltata das Teun Koopmeiners, autentica superstar della partita: da manuale del calcio, il destro al volo con il quale ha fulminato Maignan, pareggiando la rete di Leao; ammirevole la freddezza con la quale ha trasformato il rigore del 2-1. Già, il rigore: Di Bello, uno dei peggiori arbitri della Via Lattea, l’ha accordato ai nerazzurri, anche se non c’era. Forse per compensare il penalty, gigantesco, che, invece, c’era su de Roon, spintonato alle spalle da Reijnders e tramortito con Gabbia dallo scontro di teste. Eppure, con il combinato disposto del silente Valeri al Var, il direttore di gara non ha visto. La storia della Dea racconta come Di Bello e Valeri siano la coppia che nel corso del tempo abbia fatto più danni della grandine.

La domanda

La domanda a Rocchi è sempre la stessa: ma che cosa caspita ci sta a fare il Var? Ma quando la piantiamo con questa sequela di errori? E perché, se Gasperini chiede di andare al Var, Di Bello lo espelle? Perché il Var non è intervenuto sullo scontro Jimenez-MIranchuk? Quando la finiamo, Rocchi con questi arbitri e questi varisti che non ne azzeccano una? Ciò detto, l’impresa dell’Atalanta è stata da copertina, considerata la forza del MIlan che veniva da cinque vittorie, un pareggio e una sconfitta nelle ultime sette partite precedentemente disputate in tutte le competizioni. Lo stesso, identico bilancio dei bergamaschi i quali hanno avuto il merito di reagire subito al torto subito da Di Bello e alla rete di Leao, con un furore agonistico pari all’organizzazione di gioco e, alla fine, hanno avuto la meglio. Nella serata in cui Leao è andato corrente alternata (ma la sua rete è stata di raffinata bellezza), il Milan non è riuscito a gestire il vantaggio come avrebbe voluto né tantomeno a pareggiare il conto nella ripresa, una volta rimontato dagli avversari. I quali, galvanizzati dalla prova di Koopmeiners, hanno fatto a gara nell’emularlo, da Carnesecchi a Djimsiti, da Ederson a De Ketelaere, da Kolasinac (il migliore acquisto della stagione) a Holm. La partita perfetta di una squadra che, in panchina prima e in tribuna poi, ha fatto perdere la voce a Gasperini. Ne valeva la pena.

Pioli nel limbo, il Milan che delude e i fischi assordanti di San Siro

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