Juventus, l’uomo del giorno è Rafia: rabone e gol sulle orme di Benzema

Il jolly offensivo tunisino ha reso indimenticabile l’esordio in Prima Squadra: a Torino puntano su di lui e a Lione il rammarico è grande…

”Una rondine non fa primavera”, dicono i saggi. Quindi un gol in Coppa Italia, per quanto importante e decisivo, non può bastare per considerare un ragazzo di 21 anni il futuro top player della Juventus: certo, Hamza Rafia sogna di diventarlo, ma calma con i giudizi. Per il momento, è un giovane di belle speranze che ieri, contro il Genoa, ha sfruttato il momento: “Carpe diem”, ricordano sempre quei saggi. E lui l’ha fatto, al 15’ del primo tempo supplementare (era entrato al 32’ della ripresa al posto di Portanova): guizzo da bomber d’area – anche se, a livello tecnico-tattico, è altro – dopo l’azione sulla sinistra di Morata. Vero, qualche rimpallo favorevole c’è stato, ma che importa: la fortuna aiuta gli audaci. E Hamza lo è, eccome. Ah, quasi dimenticavamo. Bello, bellissimo il “Dedico il gol alla mia mamma” pronunciato a fine match.

E ancora: “Domenica scorsa giocavo in Serie C, ora segno in Coppa Italia”, sempre al 120’, chiaramente emozionato. La rete al Genoa sa tanto di premio per un ragazzo partito da lontano, dalla sua Tunisia (ha cittadinanza francese), e che arriva in Francia da piccolo con la famiglia. Classe 1999, inizia a Lione, ovviamente non subito nell’OL: dal 2005 al 2009 c’è il Bron Terraillon (pure un certo Karim Benzema iniziò lì a tirare i primi calci a un pallone…), poi una sola stagione al Bron Grand Lyon. Viene poi notato e tesserato dall’Olympique, club nel quale si fa le ossa nel settore giovanile fino al 2017, momento in cui viene promosso nella Seconda Squadra con la quale totalizza 25 presenze in tre anni. Nella stagione 2018-19 in Youth League la mette dentro tre volte e serve quattro assist in sette partite. Mica male.

TECNICA E… DISCONTINUITÀ – Chi gli vuole bene lo applaude per le sue qualità: trequartista (se vogliamo, più in generale, jolly offensivo), piede destro, tecnica super, dribbling secco e lampi da grande giocatore (i tifosi bianconeri ricorderanno la rabona contro il Grosseto dello scorso 25 novembre). Di contro, c’è un classico per i calciatori di questo tipo: la continuità all’interno dei 90’. Nulla di clamorosamente negativo, ma di certo un aspetto sul quale la Juventus dovrà lavorare: troppo spesso talenti di bellissime speranze si sono persi per questo motivo. A Torino, tuttavia, non hanno dubbi sul fatto che questo limite possa essere presto azzerato.

DECISIVO CON L’U23 – La società, sempre attentissima al (giovane) mercato internazionale (vedi anche l’ultimo colpo, con Abdoulaye Dabo in arrivo dal Nantes), si accorge di Rafia e nel luglio 2019 garantisce al Lione circa 400.000 euro più un massimo di 5 milioni e un bonus del 20% sulla plusvalenza in caso di un trasferimento futuro. Insomma, cifre ‘normali’ per un talento del genere. Passa un mese e arriva l’esordio in Serie C con l’Under-23 (26 agosto, k.o. 2-0 con il Novara), il 19 dicembre è il giorno del primo centro con la Signora, decisivo contro il Piacenza per strappare il pass per la semifinale di Coppa Italia. Alla fine vince il trofeo, nella finalissima segna ed è decisivo nel 2-1 sulla Ternana: in totale, tre gol nella competizione. Bene, benissimo.

CONVOCAZIONE E DEBUTTO – L’addio di Sarri e la scelta di Pirlo per la Prima Squadra – per Hamza e i suoi amici – diventa una benedizione: Andrea non vede l’ora di gettarli nella mischia e il 17 ottobre 2020 arriva il momento della prima convocazione, nell’1-1 esterno contro il Crotone. Per il momento, basta così: c’è giusto il tempo di un’altra panchina, contro l’Hellas il giorno 25. Servono quasi tre mesi per rivederlo con i ‘grandi’: il resto, è storia di poche ore fa.

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