Juventus-Lazio 2-0: Chiesa-Vlahovic, Allegri ipoteca la finale di Coppa Italia

Datemi un centravanti e vi solleverò il mondo, o almeno speriamo la Coppa Italia. Chissà se è stata questa l’invocazione a cui si è aggrappato Allegri, chiamato a tirar fuori l’ingegno davanti agli occhi di Elkann per risollevare la Juventus e stabilizzare almeno un pochino una panchina sempre più traballante. Max, dopo aver incassato lo schiaffone di Marusic in campionato e aver sentito suonare tutte le sirene possibili in società, aveva di nuovo di fronte la Lazio di Igor ‘dente avvelenato’ Tudor, ex dal cuore bianconero troppe volte ripudiato: ma appunto, con Vlahovic è stata un’altra storia. Con tutto il rispetto per Kean o per Milik, l’impatto del serbo sulla fase offensiva juventina è pesantissimo. E la differenza, quando hai un attaccante centrale puro, la sente tutta la squadra ma soprattutto Chiesa…

Chiesa spietato, Vlahovic letale. Yildiz fa sognare

Il risultato? Dopo un primo tempo combattuto, con un rigore dato e poi tolto dal VAR – e qualche fischio dagli spalti di uno Stadium comunque acquietato dall’anima grintosa messa in campo – due fiammate da grande squadra, spietata nel mantenere l’equilibrio per romperlo alla prima occasione utile. Emblematico che l’azione del vantaggio parta da un recupero generoso di un contestatissimo Locatelli, bravo a tenere la palla in campo permettendo a Cambiaso una verticalizzazione alla De Bruyne per Chiesa: l’attaccante tiene a bada l’emozione per aver ricevuto un assist così pulito dopo tanto tempo e infila l’1-0 senza pensarci troppo.

L’esultanza è un sortilegio che si spezza, è l’ingresso di Alex Sandro scongiurato – ma Allegri troverà comunque il modo di mandare il suo pupillo in campo nel finale, accolto dai fischi ma  comunque avvicinandolo sempre più al sorpasso a Nedved -, è l’entusiasmo che torna e la voglia di giocarsi ogni pallone, fino a quello che McKennie trasforma nell’ennesimo assist della sua stagione top, concretizzato da Vlahovic con una giocata che manda al bar Casale e un sinistro letale. Sembra tornata la Juventus ammirata all’andata ma di campionato, sempre contro la Lazio, che a ripensarla sembra preistoria. E l’ingresso di Yildiz, con annesse giocate da brividi, regala ai tifosi anche il lusso di sognare un futuro radioso per questa squadra. Chissà se è troppa grazia…

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