Juventus, conti in rosso: cosa succede se resta Cristiano Ronaldo

La perdita della Juventus sarà molto pesante: può sfiorare i 200 milioni nel 2020/21 e difficilmente i numeri torneranno in equilibrio nel 21/22. Trascorso il 30 giugno, si può analizzare le stime contabili a bocce ferme e con meno elementi di variabilità. Anzitutto i ricavi: quasi azzerati quelli da stadio, i diritti tv beneficiano dello spostamento al 20/21 dell’ultima parte del 19/20 (sia Serie A che Champions, da cui la Juve uscì agli ottavi contro il Lione il 7 agosto), il fatturato commerciale è in leggero aumento grazie a un documentario Amazon che dovrebbe portare 12 milioni. Il vero crollo è nelle plusvalenze: sembra passato un secolo dal +170 milioni del 19/20 a +27,8 nel 20/21. Lontana l’abbondanza (Pjanic +43,7 milioni scambiato con il deludente Arhtur, Kean +27, Cancelo +30 per Danilo, Emre Can +14) nella stagione appena conclusa i bianconeri hanno ottenuto +9,6 milioni da Portanova e +7,6 da Petrelli (entrambi al Genova per Rovella, valutato ben 17 milioni), +8 da Tongya, +2,3 da Monzialo.

La Juve si rifà il trucco. Nuovo manto erboso allo Stadium

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 Juve, difficile vedere il pareggio di bilancio. Con Ronaldo si rischia

Il fatturato dovrebbe superare i 401 milioni del 19/20 per attestarsi sui 415 nel 20/21: con le plusvalenze atterrerà sui 472, contro 573,4 dell’anno prima. Cento milioni in meno. Molto pesante, come sempre, il costo per stipendi dei tesserati, penalizzato anche dallo spostamento di due mensilità dal 19/20 al 20/21, per effetto della porzione di calendario ritardata e per l’accordo stipulato con calciatori e tecnici. Il costo complessivo della rosa potrebbe superare i 300 milioni, pesando oltre il 75% sul fatturato. Anche ipotizzando tagli nei costi per minori spese di accoglienza e gestione dello stadio, come anche per acquisto di prodotti destinati alla vendita (che in parte compensano minori ricavi dal merchandising) e anche ipotizzando una sforbiciata alle commissioni degli agenti, l’utile operativo ante interessi e ammortamenti (EBITDA) potrebbe finire per la prima volta in negativo (o vicino al pareggio) mentre dava un solido +159 milioni l’anno prima. Gli interessi sul debito non dovrebbero calare (erano 17,7 milioni nel 19/20) e la perdita potrebbe così sfiorare i 200 milioni. Cosa potrà cambiare nel 2020/21? Difficile che la Juve torni a vedere il pareggio. Anche ipotizzando stadi riaperti al 25% e incremento del 20% nei prezzi dei biglietti sui livelli pre-Covid e stimando generosamente un ritorno delle plusvalenze a +50 milioni i ricavi non potranno aumentare di molto perché i diritti tv (Serie A e UEFA) torneranno a livelli “normali” senza residui positivi dell’anno prima. Ottimisticamente la squadra potrebbe fare più strada in Champions, guadagnando maggiori premi o incassando da uno stadio finalmente riaperto, ma il fatturato commerciale non potrà aumentare nel breve. Ipotizzando uno scenario in cui Ronaldo lasci Torino, sgravando il club del suo ingombrante contratto (ipotesi smentita dalla Juventus) per essere sostituito da un calciatore con stipendio più normale (5 milioni netti) e senza minusvalenza da cessione sui conti, la Juve potrebbe forse comprimere la perdita 2021/22 sotto i 100 milioni. Con il costo di CR7 si rischia invece di replicare l’anno, finanziariamente orribile, appena concluso.

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