Juve, ora il futuro: i piani mercato di Giuntoli e tutti i nomi per l’upgrade

Mercato, priorità al centrocampo

La terra di mezzo, del resto, è la priorità della nuova Juve (e chissà come mai all’allenatore nuovo – bravissimo – si deve garantire un upgrade sulla qualità e sulla funzionalità dei giocatori che compongono la rosa: mistero perfino messianico) e Teun Koopmeiners avrebbe già l’armadietto alla Continassa, non fosse per questo “dettaglio” della richiesta di 60 milioni da parte dell’Atalanta. Contropartite tecniche? Ma sì; si può giocare con i soldi del Monopoli, ma se poi arriva il Liverpool che mette sul tavolo quelli veri, ti tocca tornare alla casella del via. L’asse d’equilibrio è rappresentato da Matias Soulé (in prestito al Frosinone), che la Juve valuta 30 milioni più bonus. Piace in Inghilterra, ma hai visto mai che l’Atalanta ci possa vedere una clamorosa plusvalenza in prospettiva o, comunque, un altro elemento esaltato dal tocco messianico di Gasperini. Lì in mezzo, peraltro, ci sono giocatori in bilico – Adrien Rabiot (scadenza a giugno) e Weston McKennie (2025) – la cui situazione contrattuale obbliga Giuntoli a prendere in considerazione altre opzioni. Tra cui Zubimendi e Merino della Real Sociedad, oltre a Ugarte del Psg. Senza dimeticare il figlio d’arte più apprezzato: Khephren Thuram del Nizza.

Juventus, la situazione in difesa

In difesa l’uscita più probabile riguarda Bremer (lo United è pronto a pagare la clausola di 60 milioni) e il primo candidato in ingresso è Calafiori del Bologna. Addio scontato ad Alex Sandro (contratto in scadenza), oltre a Calafiori ci sono i nomi di O’Brien (Lione), Lacroix (Wolfsburg), Pavlovic (Salisburgo). Capitolo portieri: se Szczesny e Perin dovessero rinnovare, non è detto che Giuntoli si butti a capofitto su Di Gregorio del Monza (dove, a proposito di centrocampo, piace Colpani). Insomma: la Coppa Italia non sposta gli obiettivi di mercato, ma di sicuro contribuisce a metterli a fuoco.

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