Juve, Morata affamato: c’è da rompere un digiuno chiamato Roma

Per l’attaccante spagnolo, a secco in campionato da dicembre, i giallorossi sono la squadra incontrata più volte (7) alla quale non ha mai segnato

Morata rivede il giallorosso, un girone dopo il suo esordio-bis alla Juventus. Era fine settembre e le circostanze portarono Andrea Pirlo a lanciare lo spagnolo subito dal primo minuto in casa della Roma: Alvaro era appena tornato in Italia, aveva firmato da poco e a malapena aveva avuto il tempo per conoscere i compagni. Dritto in campo.

La partita non andò bene, finì 2-2 con le complicazioni di un rigore concesso alla mezz’ora e il cartellino rosso di Adrien Rabiot nella ripresa. Salvò tutto Cristiano Ronaldo a una ventina di minuti dal termine, mentre lo spagnolo rimase in ombra, per un primo impatto che non prometteva bene. Oggi, un girone dopo, la stagione parla di un altro Morata.

Crescita

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Tutto quello spaesamento, quella difficoltà a incidere e a entrare in sintonia dei compagni, sono spariti. Come è comprensibile, visto che nella partita dell’Olimpico Alvaro era davvero appena arrivato. Ora l’ex Real Madrid è reduce invece da un girone ben giocato, con un paio di altri passi falsi e per il resto tante prestazioni convincenti. Con i problemi di Paulo Dybala lui è diventato l’indubbio secondo violino dell’attacco bianconero: ben 13 reti finora, almeno una firma per ognuna delle quattro competizioni disputate e già il trofeo della Supercoppa Italiana alzata. La prima metà della nuova avventura alla Juventus è quasi già meglio di quelle vissute in passato, trovandosi a due soli gol dai 15 infilati nel 2014/15.

Digiuno

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Alla partita di questo pomeriggio, chiaramente delicatissima, Morata ci arriva però con un cruccio che vuole togliersi il prima possibile. Se infatti nel nuovo anno ha già esultato per un gol in Supercoppa e per due reti in Coppa Italia, in campionato Alvaro è a digiuno dallo scorso 19 dicembre, da un mese e mezzo. Era la goleada da 0-4 al Tardini di Parma e da quel giorno lo spagnolo ha giocato 5 partite di Serie A senza segnare, più le due saltate perché ai box. Se questi mesi parlano quindi di un Morata diverso rispetto all’opaca prestazione dell’Olimpico di settembre, l’ultima cinquantina di giorni racconta di un giocatore non incisivo davanti ai portieri di Serie A. È il capocannoniere della Champions League a pari merito con Erling Haaland, Marcus Rashford e Neymar a 6 centri, ma in campionato è fermo a 4 gol totali. Pochi, per uno che è alla sua migliore stagione in bianconero e che vuole riscattare un esordio opaco. Oggi Morata rivede giallorosso e la Roma è la squadra contro la quale ha giocato più partite in carriera senza mai riuscire a segnare, 7 volte a digiuno tra bianconeri e Chelsea. Troppi fattori per non aspettarsi un Alvaro affamato.

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