Juve-Mendes, il futuro di Ronaldo sul tavolo tra la pista Psg e l’idea rinnovo

L’arrivo in Italia del procuratore di Cristiano offre l’occasione di un confronto prima del raduno di mercoledì. Sempre che ce ne sia bisogno alla luce del contratto e delle reciproche volontà

Nell’arte divinatoria della lettura e interpretazione degli indizi, meglio ancora se social, che da sempre è un pilastro della Ronaldologia, l’ultimo argomento lo ha offerto il post più recente di Cristiano. Non tanto nel soggetto dello scatto (lui che si rilassa in costume in barca) quanto nella forma espressiva: una foto in bianco e nero. Come il suo futuro? E giù ipotesi. I fatti, più attesi che già effettivamente avvenuti, raccontano la presenza in Italia del suo agente Jorge Mendes, ieri a Roma per la presentazione di Mourinho: già che è nel nostro paese, se si deve confrontare con la Juve per il futuro di CR7 è questo il momento, sono queste le ore.

RESTARE

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Ma ci si deve confrontare? In effetti solo perché si era detto di farlo, dandosi appuntamento dopo l’Europeo. Perché nella sostanza l’esistenza di un ultimo anno di contratto, puntellata dalla volontà di non considerarlo solo un pezzo di carta, non lo renderebbe necessario. Poi da una parte c’era stata l’apertura della Juve a immaginare un futuro sia con che senza Ronaldo. E c’era l’antico sfizio del portoghese di guardarsi intorno, antico come la delusione di marzo in Champions League, per capire che possibilità possono esserci altrove, in un giro d’Europa (fatto anche materialmente da Mendes) cominciato dalle sue ex squadre Real e United e circoscritto ormai solo all’idea Paris Saint Germain.

PARTIRE

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Se c’è un’ipotesi da tenere in piedi per provare a spiegare perché Mendes non abbia ancora comunicato la permanenza di Cristiano Ronaldo alla Juve, è solo il Psg. Perché è l’unica realtà che in tempi di pandemia può permettersi un affare di questa portata, come ha dimostrato in maniera plastica il mercato che sta facendo questa estate. E, assodato che l’attacco dei parigini è già galattico senza CR7, il Psg è anche l’unica realtà che può immaginare ingaggi svincolati da necessità tecniche, con l’onnipotenza per accatastare stelle in serie, come ha dimostrato l’operazione Donnarumma in un ruolo in cui la presenza di Keylor Navas pareva escludere altri interventi. Semplicemente per Al-Khelaifi volere è potere.

RINNOVARE

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Reale e praticabile o meno – lo showdown in cui Mendes dovrà mettere sul tavolo le proprie carte è comunque questione di ore, probabilmente – la pista francese fa comunque gioco a CR7 per tenere aperto un altro fronte, nel momento in cui si butta lì con la Juve la possibilità di una trattativa per restare in bianconero un anno in più (e dunque per le prossime due stagioni), laddove il beneficio per la Signora sarebbe anche quello di spalmare su un esercizio in più non solo l’ingaggio (da rivedere) ma anche il costo a bilancio. Un’eventualità che non era nell’orientamento iniziale della Juve, e che comunque a Torino non ci sarebbe nessuna fretta di affrontare subito. D’altra parte, anche se Cristiano arriverà più avanti, avere entro il raduno di mercoledì qualche certezza in più sul suo futuro immediato comunque non farebbe scomodo.

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