Juve, l’emergenza a centrocampo continua: da Rabiot a Danilo, tutte le opzioni di Allegri

Il reparto di mezzo è martoriato da infortuni da inizio stagione. Il francese è il meno colpito. E sarà in campo anche col Venezia anche perché l’unico altro disponibile è Zakaria…

Quello degli infortuni è tema ricorrente in casa della Vecchia Signora, triste leit motiv da inizio campionato che non ha risparmiato praticamente nessun bianconero, con la quasi-eccezione di Rabiot, che ha saltato per infortunio solo l’esordio con l’Udinese e la Samp in settembre e per il resto è sempre stato a disposizione: è lui il supereroe di Allegri a centrocampo. Ma è una mosca bianca, soprattutto di questi tempi. Tanto per non smentirsi, la Juve a Venezia confida nel recupero di Arthur per la panchina, dopo una distorsione a una caviglia che l’ha costretto fuori da metà aprile. E tanti sono ancora i centrocampisti obbligati al forfeit.

LA SITUAZIONE

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Il reparto di mezzo è infatti martoriato da acciacchi e guai fisici più o meno gravi, a partire da quello di Chiesa, il più pesante anche in termini di ricadute sulla squadra). L’ex viola, impiegato ora come quarto di centrocampo ora in posizione più avanzata, si è rotto il 9 gennaio contro la Roma. Impietosa la diagnosi: rottura del legamento crociato del ginocchio destro e stagione finita. Identico il verdetto iniziale sui tempi previsti per il rientro di McKennie, vittima di una frattura del metatarso del secondo e terzo dito del piede sinistro nella gara d’andata contro il Villarreal, lo scorso 22 febbraio. Nelle ultime settimane cresce l’ottimismo intorno all’ipotesi che possa farcela per la finale di coppa Italia contro l’Inter dell’11 maggio, ma non ci sono ancora certezze. Discorso capovolto invece per Locatelli: infortunatosi al legamento collaterale mediale il 3 aprile nella sanguinosa sconfitta contro l’Inter, pareva si trattasse di una noia di poco conto e invece rischia di star fuori fino a fine stagione. Anche Zakaria, da quando è arrivato in gennaio, ha già avuto i suoi guai: il 26 febbraio contro l’Empoli ha subito una lesione all’adduttore della coscia sinistra che l’ha tenuto fermo per cinque partite. Bernardeschi stesso, come Chiesa alternato fra centrocampo e attacco, è da poco rientrato dopo aver curato una pubalgia difficile da debellare.

OPZIONI E RIMEDI

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Come ha fatto, e soprattutto come farà Allegri a porre rimedio a un centrocampo in perenne stato d’emergenza? Chiamando agli straordinari qualcuno, reinventando altri in ruoli non d’elezione ma in cui hanno dimostrato di saperci fare. Con l’ulteriore aggravante (ed incognita), che i suoi jolly preferiti e più affidabili non stanno attraversando momenti felici: Cuadrado col Venezia ancora non sarà a disposizione per un problema all’adduttore sinistro, mentre Danilo non è al meglio ma stringerà i denti. L’assenza di De Sciglio (per un affaticamento alla coscia destra, ça va sans dire) riduce ulteriormente le scelte dell’allenatore, che probabilmente preferirà piazzare Danilo dietro e optare per una Juve disposta col 4-2-3-1, schierando in mezzo i superstiti Zakaria e Rabiot. L’alternativa sarebbe spostare il brasiliano davanti alla difesa (con Pellegrini a destra) in un centrocampo a quattro (come con Sassuolo e Fiorentina), o a tre, soluzione che non ha trovato buoni riscontri contro il Bologna. Sempre che Allegri non decida per una difesa a tre, con turno di riposo per lo stesso Danilo. Comunque la si volti, sarà ancora una Juve col led dell’allarme acceso sul centrocampo.

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