Juve, l'altra rifondazione che serve: Lippi, Conte e cosa insegna la storia

La storia della Juve è rivelatrice: i cicli vincenti di Lippi e Conte…

Un altro elemento basilare da valutare è rappresentato dalle reali dinamiche economiche del club e da quelle dell’intero movimento del calcio professionistico, posto che mentre la Juventus è passata dagli elevati ricavi degli ultimi anni del ciclo vincente di Andrea Agnelli (621 mil. nel 2018/19, 573 mil. nel 2019/20 in periodo di Covid) a quelli più modesti desumibili dall’ultima semestrale (190 mil che prefi gurano un fatturato nell’anno di circa 380 mil), i più importanti avversari europei (Real Madrid, Barcellona, Bayern, per non parlare dei clubs inglesi) vantano ricavi più che doppi. Il tutto, considerato che nel 2011 la Juventus, a titolo di esempio, ebbe la possibilità di acquistare Vidal per la somma di 10,5 mil., importo oggi non sufficiente ad acquistare un calciatore di terza fila. È evidente che, non potendo competere con chi vanta fatturati almeno doppi, la dirigenza della Juventus dovrà lavorare alla ricerca di giocatori difficilmente considerabili come top players e, a mio parere, di una guida tecnica che sappia costruire una squadra vincente partendo soprattutto dal gioco e dall’appartenenza di ogni componente (dirigenza, squadra, staff) all’identità ed al progetto bianconeri.

Anche qui, la storia del club è rivelatrice. I cicli vincenti di Lippi e Conte vennero, soprattutto all’inizio, realizzati con rose composte da calciatori non propriamente di prima fascia (Porrini, Carrera, Torricelli, Padovano, Pessotto, Di Livio, Ravanelli; Giaccherini, Matri, Quagliarella, De Ceglie, Pepe, Padoin e tanti altri) ma motivatissimi e funzionali ad un nuovo ed entusiasmante progetto tecnico. Questa credo sia la strada obbligata anche per il bravissimo Cristiano Giuntoli, che già ha dimostrato di saper creare dal nulla progetti vincenti.

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