Juve in crescita rispetto a un anno fa: i numeri che lo testimoniano

I quattro punti in più conquistati in otto giornate sono sicuramente la più importante testimonianza della crescita della Juventus dalla scorsa stagione a quella attuale. Per quanto importante, però, il dato da solo potrebbe anche esser fuorviante, frutto del caso più che di un effettivo miglioramento: un’ipotesi contrastata già dall’osservazione delle partite della squadra di Allegri, che ha permesso di notare passi avanti (inframezzati anche da qualche frenata) sotto tutti gli aspetti.

L’occhio però a volte può ingannare e allora è più sicuro confrontarne l’impressione con l’analisi dei dati. Il confronto conferma: la Juve è cresciuta. Anzi, sta crescendo, perché il processo non può certo considerarsi concluso.

Chiesa, Vlahovic e la maggiore pericolosità

I cinque successi conquistati in queste prime otto giornate (più due pareggi e una sconfitta) contro i soli tre dello scorso campionato (quattro i pareggi e anche allora una la sconfitta) sono frutto dei passi avanti in tutte le fasi di gioco. La crescita nella creazione di occasioni da gol è stata netta, non nel numero ma nella qualità, In termini assoluti la Juve ha tirato addirittura appena meno, 13,75 volte a partita, rispetto allo scorso campionato (14,1, dati Soccerment come i seguenti), ma ha costruit opportunità decisamente migliori: a fronte della minima diminuzione delle conclusioni, gli expected gol sono aumentati passando da una media di 1,5 a partita a 1,8 (gli xgol sono un parametro che assegna a ogni tiro una probabilità di generare un gol, sulla base di dati statistici relativi a distanza, posizione, tipo di conclusione ecc.). Un miglioramento che ha diverse radici e due di queste hanno un nome e un cognome: Federico Chiesa e Dusan Vlahovic, nello scorso campionato entrambi mai al top (e spesso neppure vicini), il assente per i primi mesi.

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