Juve impreparata sui calci da fermo: Allegri, non sono polli ma schemi da basket

Juve, il gol di Koopmeiners

E veniamo al secondo episodio, a sette giorni di distanza dal primo. L’Atalanta con Scamacca si procura una punizione dal limite che lo stesso centravanti sembra poter calciare, ma in realtà si tratta di uno schema eseguito da Pasalic di sinistro per servire orizzontalmente un compagno. Quel compagno è un altro mancino, ovvero Koopmeiners, che parte da dentro l’area per sganciarsi e provare la conclusione di prima dal limite. La Juventus si fa trovare totalmente impreparata sul lato debole, quello lontano dal pallone, con tutti e 11 i giocatori all’interno dell’area, sicuri al 100% che non ci sarebbe stata altra soluzione se non quella della punizione diretta in porta. Chiesa sulle tracce di Ruggeri sulla corsia sinistra dell’Atalanta, quattro in barriera più Miretti “coccodrillo”, McKennie un po’ più avanti per disturbare la conclusione di Scamacca (che non arriverà mai), altri tre piazzati in marcatura su possibili colpitori di testa e Szczesny più occupato a capire dove sarebbe finita la punizione che a comprendere la dinamica di quanto stava succedendo (Koopmeiners era in zona libero e non marcato).

Allegri, come nel basket e nel football Usa

Come un’uscita dai blocchi nel basket, per rimanere nella sfera di conoscenza di Allegri, appassionato della palla a spicchi. Sono situazioni da fermo, sempre più frequenti anche nel calcio grazie a una continua contaminazione con diverse discipline, sulle quali in altri sport si lavora quotidianamente per trovare contromosse, come nel football Usa, quando la difesa deve adeguarsi a un cambio di chiamata da parte dell’attacco. Basta lavorarci.

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