Juve, il meglio deve arrivare

Come un uragano, la Juve si è abbattuta sul Frosinone e non gli ha lasciato scampo, guadagnando la semifinale con la Lazio e celebrando degnamente le 400 panchine di Allegri, ora sul podio bianconero dietro a LIppi (405) e Trapattoni (596). Peraltro, se la Juve è primatista di Coppe Italia (ne ha vinte quattordici), Max lo è in quanto unico allenatore ad averne conquistate quattro di fila con la stessa squadra. Allo Stadium non c’è mai stata partita e lo si è capito subito. Contrariamente a quanto furono clamorosamente capaci di fare al Maradona, dove eliminarono il Napoli rifilandogli quattro gol, stavolta il poker l’hanno subito i ciociari. Milik non segnava da tre mesi, di reti all’attivo ne aveva soltanto 2 in 19 partite, ma in 50 minuti ha triplicato il suo bottino stagionale, martellando la terza difesa peggiore del campionato (34 gol al passivo in 19 giornate). Di più: per ritrovare la prima e ultima tripletta del polacco con una squadra italiana, bisogna risalire a quattro anni fa, quando Arek con la maglia del Napoli fulminò il Genk e il tris fu ancora più rapido. Se Allegri voleva avere una conferma di quanto la Juve scoppi di salute, la Coppa Italia gliel’ha data in misura abbondante.

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